Adozioni, Servizi sociali in prima linea per 200 casi

L’ufficio diretto da Di Iorio guida le coppie di Chieti e provincia in un percorso lungo Fronte comune con la commissaria governativa Scalera: «Più attenzione al settore»
CHIETI. Sono duecento le adozioni di bambini curate, a partire dal 2001, dall’ufficio Servizi sociali del Comune di Chieti, guidato dall’assistente sociale Marina Di Iorio. Nell’ufficio di Di Iorio, disegni e foto raccontano di storie a lieto fine. Ma i Servizi sociali, punto di riferimento per le coppie che hanno il desiderio di adottare bambini, devono fare i conti con i ripetuti tagli. Con sempre meno personale e risorse a disposizione è la buona volotà a fare la differenza.
Nell’ufficio di viale Amendola si incrociano le storie di coppie di Chieti e del resto della Provincia: il Comune di Chieti è l’ente capofila di altri 28 centri. In media, sono 20 all’anno le coppie che presentano domanda al tribunale per i minorenni dell’Aquila e, di queste, 5 riescono a portare a termine le adozioni passando proprio dall’ufficio dei Servizi sociali. Un percorso per niente scontato e scandito da tappe necessarie a tutelare i bambini. Lo spirito è quello della poesia “Quando ridiventerò bambino” del pedagogista polacco Janusz Korczak appesa al muro dell’ufficio di Di Iorio: «Dite: è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli».
Ma, avverte ora Di Iorio, è indispensabile rilanciare «le buone prassi delle adozioni»: Di Iorio ha chiesto l’intervento dell’avvocato teatino Monia Scalera, entrata a far parte della Commissione per le adozioni internazionali della Presidenza del consiglio dei ministri, per sensibilizzare le istituzioni, a partire dalla Regione fino al governo, e mettere in pratica le direttive già esistenti e costruire così la filiera delle pratiche condivise. «Scalera deve essere la nostra portavoce per segnalare e risolvere le criticità che incontriamo quotidianamente nel percorso delle adozioni», spiega Di Iorio, «abbiamo bisogno di attenzione particolare nella fase post-adozioni e sarebbe auspicabile l’introduzione di un protocollo. Scalera rappresenta l’anello di congiunzione tra noi dei Servizi sociali a contatto diretto con le persone, la Regione Abruzzo e il governo».
L’appello dell’assistente sociale non cade nel vuoto: «Conosco le problematiche del settore e mi sono immediatamente attivata partecipando all’ultima riunione del 2019 tra l’equipe territoriale integrata in materia di adozione nazionale e internazionale, la Regione e il tribunale per i minorenni», dice Scalera, «ho riscontrato una carenza di organico che affligge i Servizi sociali comunali: anche se questo è un momento di grande difficoltà per gli enti locali, non ritengo giusti i continui tagli assestati ai settori che sono sempre in prima linea nell’assistenza alle persone. Rivolgo un elogio a Di Iorio e al suo staff con la dottoressa Francesca D’Atri che, con passione e abnegazione, si alternano in più mansioni. Un’altra necessità», afferma Scalera, «è costituire un coordinamento tra i soggetti coinvolti – istituzioni, Servizi sociali dei Comuni, Asl e scuola – per evitare di applicare trattamenti diversi a casi analoghi. Per esempio», osserva la commissaria Cai, «ho riscontrato che solo alcune scuole recepiscono le direttive riguardanti l’accoglienza dei bambini adottati internazionalmente che hanno particolari necessità. Quindi, aggiornare le linee programmatiche rappresenta una priorità d’azione e per farlo è stato fissato già nel prossimo mese di febbraio, in Regione, un nuovo incontro tra equipe di adozione, Regione e tribunale per i minorenni al quale sono stata invitata a partecipare».
Un’altra richiesta dei Servizi sociali riguarda il ripristino della formazione degli operatori e su questo, da Roma, c’è già una buona notizia: «La Commissione per le adozioni internazionali», annuncia Scalera, «è al lavoro per reintrodurre la formazione per operatori sociali all’Istituto degli Innocenti di Firenze. È già un primo passo per stare dalla parte dei Servizi sociali che non possono reggersi solo sulla buona volontà dei dipendenti».

