Aereo caduto, scoperto il pilota

Ortona, svolta nella ricostruzione sui resti del velivolo abbattuto in guerra
ORTONA . C’è una piccola svolta nella ricostruzione storica legata ad alcuni frammenti di un aereo statunitense degli anni ’40 rinvenuti nei boschi tra Ortona e Tollo. L’associazione ortonese History Hunters, protagonista nella ricerca del velivolo, grazie anche al contributo degli Archeologi dell’Aria di Ferrara, con grandi probabilità è riuscita a risalire al pilota del mezzo. Ovviamente non c’è la certezza, ma i resti del Curtiss P-40 recuperati circa un anno fa dagli History Hunters potrebbero appartenere all’aereo pilotato dal sottotenente Charles H. Kehr del New Jersey.
Secondo le informazioni che sono state raccolte, l’aereo era decollato dal Molise l’8 dicembre 1943 per bombardare il nemico nell’area di Tollo. Sono questi gli ultimi sviluppi di una vicenda che il Centro raccontò lo scorso ottobre, dopo che l’associazione di Ortona ritrovò parti del velivolo tra cui un pezzo del longherone dell’ala. La notizia fece scalpore e subito dopo arrivarono anche delle testimonianze a conferma della caduta di un aereo tra Ortona e Tollo. Del fatto si sono interessati quindi gli Archeologi dell’Aria con il presidente Fabio Raimondi e il suo vice Gianluca Mazzanti. E dalla collaborazione nelle ricerche tra l’associazione ortonese e quella ferrarese si è giunti ad un primo grande risultato, quello della probabile individuazione del pilota caduto con l’aereo. «In base al rapporto stilato dalle autorità militari statunitensi, l’ufficiale Kehr, appartenente al 79th Fighter Group, fu colpito in fase di picchiata dal fitto fuoco di sbarramento creato dalla contraerea tedesca a protezione dell’obiettivo», spiegano dal direttivo degli History Hunters. «L’aereo avvolto dalle fiamme e senza l’ala sinistra fu visto precipitare in vite verso terra, senza che Kehr potesse lanciarsi dall’abitacolo col proprio paracadute».
Gli indizi che portano a pensare che i frammenti ritrovati siano quelli del P-40 di Kehr sono molti: «Sul finire del 1943 gli Alleati persero in Abruzzo un certo numero di cacciabombardieri P-40», aggiungono dall’associazione History Hunters. «L’analisi delle perdite fatta negli archivi digitali americani e britannici fanno al momento propendere sul fatto che quello sia l’aereo di Kehr. Nuove ricerche nella zona del ritrovamento potrebbero portare ad ulteriori conferme su questo caso».

