Affonda peschereccio, evitato il peggio

Pronto intervento della Capitaneria di porto che circonda l’imbarcazione con panne antiquinamento. Scatta l’inchiesta
ORTONA. Un peschereccio sta andando a fondo dentro il porto di Ortona ma la presenza degli ''angeli del mare'' permette un intervento tempestivo ed evita il peggio. È stata una mattinata movimentata per gli uomini della Capitaneria di porto ortonese che, dopo i festeggiamenti ufficiali di lunedì scorso per la ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dalla fondazione del corpo, ieri hanno dovuto lavorare alle prime luci del giorno per non lasciar sprofondare un'imbarcazione in disarmo ed ormeggiata al molo Mandracchio dello scalo marittimo di Ortona. All'alba, quando erano circa le 4:30, durante le normali attività di servizio, il personale militare ha notato un anomalo assetto del motopesca ''Orgoglio'', che faceva supporre la presenza di una via d’acqua nello scafo. Confermato il timore, l'allarme è immediatamente scattato: gli uomini agli ordini del comandante della Capitaneria di porto, il capitano di fregata Nicola Attanasio, si sono prontamente attivati per minimizzare gli effetti dell’imminente affondamento del motopesca, a salvaguardia della sicurezza delle altre unità navali presenti, dell’ambiente marino circostante e per non compromettere l’operatività dello specchio acqueo portuale interessato. La macchina dei soccorsi si è mossa in modo che la situazione non peggiorasse e, in tal senso, l'affondamento è stato contenuto attraverso la collaborazione di più soggetti. Ha contribuito, infatti, il corpo dei vigili del fuoco con l'ausilio dei mezzi di grande esaurimento, insieme al supporto dei servizi tecnico/nautici portuali e del personale specialistico della Guardia Costiera. Intorno alle 6, ovvero novanta minuti più tardi dal momento in cui gli uomini della capitaneria si erano accorti dell'incidente, il peschereccio, adagiato su un fondale di circa quattro metri, è stato messo in sicurezza e circondato precauzionalmente da panne antinquinamento a tutela dell’ambiente marino. Sono state evitate, quindi, situazioni di grave disagio per l'intera area portuale. Ora sarà necessario capire i perché di quanto successo. Le motivazioni dell'accaduto restano al momento ancora da appurare: la stessa Capitaneria di porto ha già avviato un'inchiesta per comprendere le cause del sinistro e risalire ad eventuali responsabili. Allo stesso tempo, però, ha diffidato da subito la proprietà del motopesca “Orgoglio” al recupero e messa a secco del natante. Ma il pericolo è stato scampato.

