Aggredisce con lo spray al peperoncino

Paura sul Corso: 37enne non paga il conto in pizzeria e spruzza il prodotto sul volto del commesso
LANCIANO. Non vuole pagare le pizze e aggredisce il dipendente del locale con lo spray al peperoncino. Momenti concitati ieri, all’ora di pranzo, nella pizzeria “Trieste”, locale dell’imprenditore Donato Di Campli, che si trova in corso Trento e Trieste, in pieno centro a Lanciano.
Sono le 13,40 circa quando un giovane entra nel locale per acquistare le tipiche pizzette tonde da portare via e consumare altrove. Al momento del conto, però, il cliente si rifiuta di pagare quanto appena acquistato.
«Allora non ti posso dare le pizze», gli risponde il ragazzo dietro il bancone, che lo ha appena servito. Ne nasce un battibecco, con il dipendente che si adopera per allontanare il riottoso cliente dalla pizzeria. A quel punto arriva il gesto inaspettato: il giovane estrae dalla tasca una bomboletta di spray al peperoncino e la spruzza in faccia al commesso. Nel locale ci sono anche altri clienti che stanno consumando il pranzo ai tavoli quando viene nebulizzato lo spray urticante.
Subito dopo l'uomo scappa fuori dalla pizzeria, ma viene rincorso e bloccato a terra, sul pavimento presentoso del Corso. Nel frattempo alcuni clienti allertano il 112. In pochi minuti arriva sul posto una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Lanciano.
Il giovane che ha spruzzato lo spray al peperoncino è ancora lì. Si tratta di un 37enne, T.D.M., di Castel Frentano. I militari lo identificano e lo lasciano andare. Accertamenti sono tuttavia in corso. Il dipendente aggredito, A.H., 38 anni, è ricorso alle cure del Pronto soccorso dell’ospedale Renzetti. Lo spray al peperoncino provoca, infatti, un’irritazione, seppur momentanea, alla pelle e agli occhi.
Andare in giro muniti di spray al peperoncino, detto anche spray antiaggressione, non è vietato. Da quando è stato liberalizzata la sua vendita, anzi, è diventato uno strumento molto diffuso di difesa contro potenziali aggressori. Quello che non è consentito, però, è il suo utilizzo a fini diversi dalla difesa personale. Non è un congegno di attacco o offesa, né deve essere utilizzato a scopo intimidatorio.
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