Aggredisce i carabinieri in strada dopo la sfuriata al bar: arrestato

2 Luglio 2022

Un 42enne marocchino si scaglia contro i militari nonostante che sia in compagnia della figlioletta: «Questo Stato non serve a niente, ci sono più leggi nel deserto che in Italia», poi le minacce e le botte

CHIETI. «Vi faccio vedere io chi sono, questo Stato non serve a niente, ci sono più leggi nel deserto che in Italia». Dopo la sfuriata al bar Martinello di Fara Filiorum Petri, Redouane Tarhi – marocchino di 42 anni, residente a Bucchianico – ha iniziato a sfidare così i carabinieri davanti alla figlioletta. Poi li ha aggrediti in strada, prendendone uno per il collo e girando il polso a un altro. Ma la sua serata di eccessi è finita in caserma, perché i militari della stazione di Casacanditella lo hanno arrestato con le accuse di lesioni, violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
LA RICOSTRUZIONE
Tutto comincia giovedì sera, dopo le otto. Al 112 arriva la richiesta d’intervento dal bar di via D’Urbano perché il 42enne, visibilmente ubriaco, sta infastidendo i clienti e la titolare. Una pattuglia si avvicina al locale ma, poco prima di raggiungerlo, viene bloccata proprio da Tarhi, che tenta di aprire la portiera anteriore lato passeggero. I militari scendono dall’auto e il marocchino continua la sfuriata: cercano di calmarlo, gli spiegano che non è loro intenzione arrestarlo, ma lui non sente ragioni. Prima strappa la mascherina e mette le mani al collo del maresciallo, poi aggredisce anche l’appuntato. Nel frattempo, giungono i familiari del 42enne, che portano via la bambina. Sul posto arrivano in ausilio i carabinieri del Radiomobile di Chieti. Tarhi, in segno di sfida, si toglie la maglietta e inizia a battere i pugni sul petto. A questo punto, l’uomo viene immobilizzato e poi caricato sull’ambulanza del 118, considerando che è palesemente ubriaco. Anche i carabinieri aggrediti raggiungono il pronto soccorso e riportano, rispettivamente, 3 e 5 giorni di prognosi. L’arrestato, su disposizione del pm Giancarlo Ciani, trascorre la notte in cella di sicurezza.
L’UDIENZA
Ieri mattina, il giudice del tribunale di Chieti Enrico Colagreco – su richiesta del pm d’aula Natascia Troiano – ha convalidato l’arresto. L’uomo, assistito dall’avvocato Pamela Palmerini, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.