Aggredisce moglie e figlio Scatta l’allontanamento

Schiaffi e percosse ripetute ai due familiari anche davanti alla figlia di sei anni Il difensore Fanghella: il mio cliente dice di essere innocente e ama i suoi ragazzi
VASTO. Ripetute aggressioni alla moglie e al figlio adolescente. Schiaffi e percosse per entrambi alla presenza delle figlia di 6 anni. Per R.M., 45 anni di Cupello, è scattata la misura cautelare prevista dalle nuove disposizioni della legge varata la scorsa estate, meglio conosciuta come “Codice rosso”. L'uomo è comparso martedì davanti al gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, per l’interrogatorio di garanzia. L’accusa nei suoi confronti è maltrattamenti aggravati. Secondo l’ipotesi accusatoria R.M. avrebbe, in più di una occasione, aggredito la moglie e il figlio colpendoli con calci, schiaffi e oggetti vari. Scene di violenza che avrebbero spaventato le vittime e anche la figlioletta di 6 anni. Il gip Pasquale, in considerazione delle indagini e della ricostruzione dei fatti operata dal pubblico ministero, Michele Pecoraro, ha emesso l’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla moglie e dal figlio minore, così come previsto dal cosiddetto “Codice rosso”, entrato in vigore il 9 agosto scorso. Con la nuova legge cambiano i paletti - anche temporali - su denunce e indagini: la polizia giudiziaria ha l’obbligo di comunicare al magistrato le notizie di reato riguardanti stalking, maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni aggravate, avvenute in famiglia o tra conviventi. Il pubblico ministero deve sentire la vittima entro tre giorni dalla denuncia. Salgono inoltre le pene per i vari reati. Lo stalking passa da 6 mesi a 5 anni ( le pene minima e massima previste prima) ad una pena che oscilla fra un anno e 6 anni e mezzo, mentre per maltrattamenti contro familiari o conviventi la reclusione passa 2-6 anni a 3-7 anni. La pena è aumentata ancora se il fatto avviene in presenza o ai danni di minore - ed è proprio questo caso - donna in gravidanza, disabile, o se l’aggressione è armata.
R.M. martedì è comparso davanti al gip, assistito dal proprio legale, l’avvocato Marco Fanghella. L'uomo ha risposto alle domande del giudice e dato la propria versione dei fatti rinunciando di avvalersi della facoltà di non rispondere. «Il mio assistito», ha dichiarato l’avvocato Marco Fanghella, «ha risposto con serenità a tutte le domande rivolte dal giudice fornendo particolari ed elementi importanti che saranno vagliati nei prossimi giorni dal tribunale di Vasto per far luce su questa spiacevole vicenda che vede coinvolto, purtroppo, il mio cliente. R.M, nel corso dell’interrogatorio, ha più volte ribadito la propria innocenza. Non è mai stato violento con il figlio. Al contrario è un padre che tiene moltissimo ai suoi figli. Ora attende con fiducia le decisioni del giudice».
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