Aggredita da quindici cinghiali

6 Agosto 2016

Circondata dal branco fuori dal locale di famiglia, è stata salvata dai suoi cani

VASTO. «Mia figlia ha rischiato di morire, circondata e aggredita da un branco di 15 cinghiali. È stata salvata dai cani». È stravolto e spaventato Nicola Salvatorelli. Alle 2,30 di venerdì un branco di ungulati ha circondato il locale che l’uomo gestisce, la cornetteria e pizzeria D’Ortona in contrada Lebba. Se non fossero intervenuti Teddy, meticcio di 3 anni, e Niko, bull terrier di 2 anni, per il commerciante e la ragazza le conseguenze sarebbero state drammatiche. I due cani non hanno esitato un attimo a scagliarsi contro il capobranco. Le conseguenze sono ben visibili. Hanno profonde ferite e lacerazioni. Di loro si sta prendendo cura un veterinario.

«Chi potrà ridare serenità a Salvatorelli e alla figlia. E a quanti rischiano ogni notte la stessa sorte?»: Riccardo Alinovi, a nome dell’associazione Codici, invita la Regione a disporre misure più efficaci e annuncia una class action per la richiesta di risarcimento dei danni da parte delle vittime dei cinghiali. «L’avvocato Giuseppe Fallica assisterà gratuitamente tutte le vittime degli assalti o degli incontri ravvicinati con i cinghiali. Il presidente Luciano D’Alfonso, o chi per esso, dia l’autorizzazione ai cacciatori a sparare ai cinghiali in tutte le stagioni. Solo per un miracolo Vasto non ha pianto la vita di una ragazza», tuona Alinovi. Purtroppo i cinghiali non hanno più alcuna paura né dei clacson né delle luci. «Ormai li abbiamo in casa. Cercano acqua e cibo e distruggono tutto. È stato terribile vedere mia figlia circondata e altrettanto terribile vedere Niko che nonostante le profonde ferite cercava di proteggerla. Purtroppo è da settimane che viviamo nel terrore e ogni giorno la situazione peggiora. Possibile che non ci sia un rimedio?»,chiede il commerciante. La pizzeria D’Ortona è frequentata da moltissimi giovani. «La Regione faccia qualcosa prima di dover piangere qualche vittima», insiste Codici. (p.c.)

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