Aggressione col cacciavite In due domani dal giudice

20 Aprile 2015

CASALBORDINO. Due attentati in un mese a cittadini di origine albanese e nel secondo caso vittime e aggressori sono tutti della stessa nazionalità. Esattamente come avvenne il 22 luglio 2013 a...

CASALBORDINO. Due attentati in un mese a cittadini di origine albanese e nel secondo caso vittime e aggressori sono tutti della stessa nazionalità. Esattamente come avvenne il 22 luglio 2013 a Casalbordino. In quattro aggredirono due connazionali colpendoli con cacciavite e spranghe di ferro. Il brutale pestaggio avrebbe potuto trasformarsi in omicidio. Solo per miracolo uno dei fendenti non raggiunse gli organi interni di uno degli aggrediti. Due dei protagonisti della spedizione punitiva, T.B., 46 anni e Y.N., 42, albanesi, sono accusati di concorso in tentato omicidio, lesioni aggravate e porto abusivo di armi atte ad offendere. Compariranno martedì davanti ai giudici del tribunale di Vasto. Ad arrestarli furono i carabinieri di Casalbordino. Con loro c’erano due ragazzi all'epoca ancora minorenni, uno albanese e uno italiano. Il fascicolo su di loro fu trasmesso alla Procura dei minori del tribunale dell’Aquila. Le vittime erano anche loro albanesi. Gli arrestati all’epoca fecero una controquerela dichiarando di essere stati aggrediti e di essersi semplicemente difesi. La controquerela venne archiviata. Una delle vittime è viva per miracolo. L'uomo sarà assistito dall’avvocato Fiorenzo Cieri. A difendere i due imputati sarà invece l'avvocato Daniele Antonelli. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, B.T. e Y.N., armati di cacciavite e spranghe di ferro, insieme ai due ragazzi di 17 anni, raggiunsero e affrontarono due connazionali sulla riviera. Uno dei quattro vibrò un fendente con il cacciavite contro il rivale. Il ferito si accasciò a terra. Alcuni testimoni, terrorizzati, chiamarono il 112. Il fratello del ferito lo caricò in auto e raggiunse l’ospedale di Vasto.(p.c.)

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