Aggressione razziale, denunciati in sei. Il cuoco: «Ne erano almeno il doppio, rendiamo pubbliche le immagini»

La violenza choc a Francavilla al Mare. Per i giovanissimi denunciati c’è l’aggravante dell’odio razziale. Il racconto di Mayky Sanchez: “Mi hanno preso a calci in testa”
FRANCAVILLA AL MARE. Sono sei i giovani denunciati dai carabinieri della stazione di Francavilla per l'aggressione di venerdì scorso ai danni di Mayky Sanchez, il cuoco di 26 anni originario della Repubblica Dominicana colpito con calci, pugni, morsi, sedie e addirittura un motorino davanti al locale Dettagli in piazza Sirena. Aveva appena terminato il suo turno di lavoro.
I militari hanno stretto il cerchio intorno al branco che, da quello che emerge, si sarebbe scagliato contro il giovane mosso dall'odio razziale, circostanza che aggrava ulteriormente la posizione degli indagati. Indagati che sono tutti ragazzi come lui: tra di loro c'è addirittura un minorenne, classe 2010, poi un 2008, un 2006, un 2005, un 2004 e un 2000, di fatto l'unico coetaneo dell'aggredito. Alcuni di loro già noti alle forze dell'ordine per fatti legati al tribunale per i minorenni. Per loro le accuse sono quelle di lesioni personali in concorso, aggravate dall'odio razziale.
I FATTI
Come ricostruito nei giorni immediatamente successivi all'accaduto, gli aggressori facevano parte di un gruppo di 15 - 20 persone, seduto ai tavolini del locale per festeggiare un compleanno. All'uscita del cuoco (con cui si conoscevano, ndc) lo avrebbero insultato prima verbalmente, chiamandolo «scimmia, nero di m...a», per poi insultare la madre e la figlia. Alla richiesta di spiegazioni da parte della vittima, il branco si accanito contro di lui, colpendolo con calci e pugni, lanciandogli addosso le sedie ed anche un motorino, fino a prenderlo a morsi. Mayky poi è riuscito a divincolarsi e fuggire, trovando riparo in uno stabilimento prima di essere raggiunto da i sanitari per il trasporto al pronto soccorso. Ha riportato la frattura di un dito, la rottura di un dente, ematomi sparsi sulla testa e i segni dei morsi sulla schiena. Da lì sono partite le indagini dei carabinieri che, grazie alle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza e alla testimonianza di alcuni presenti, hanno individuato i sei presunti responsabili che adesso dovranno rispondere dei fatti commessi davanti al giudice.
IL COMMENTO DELL'ARMA
A dare notizia della chiusura delle indagini sono stati proprio i carabinieri, con un comunicato diramato nel pomeriggio di ieri. «Sei persone, tra cui un minorenne, sono state denunciate dai carabinieri per l'aggressione avvenuta alcuni giorni fa a Francavilla al Mare, nel Chietino, nei confronti di un cuoco originario della Repubblica Dominicana. I sei sono accusati, a vario titolo e in concorso tra loro, di lesioni personali aggravate dall'odio razziale». Poi prosegue: «I fatti risalgono alla notte dello scorso 4 settembre quando, nei pressi di un esercizio commerciale di piazza Sirena a Francavilla al Mare, la vittima, al termine del proprio turno di lavoro, è stata aggredita dal gruppo di giovani. Nel corso dell'aggressione, a colpi di calci, pugni e lancio di arredi del locale, il giovane è stato anche bersagliato da insulti a sfondo razziale. Il giovane è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato presso l'ospedale di Chieti, da cui è stato dimesso con una prognosi di 20 giorni. Le attività investigative, condotte sia la sera del fatto che attraverso l'esame dei filmati dell'impianto di videosorveglianza e l'ascolto di persone informate sui fatti, hanno permesso ai militari di ricostruire la dinamica e identificare tutti i componenti del gruppo. Secondo quanto accertato, i giovani, mentre festeggiavano un compleanno a un tavolo dell'esercizio commerciale, hanno avviato una prima discussione con la vittima, poi culminata in una vera e propria aggressione di massa. Nei confronti degli indagati, già noti alle forze di polizia per ulteriori disordini, saranno proposte ulteriori misure di prevenzione oltre a quelle già in atto nei loro confronti».
LA REAZIONE DI MAYKY
«Ho appreso della denuncia delle sei persone, ma posso assicurare che ne erano molte di più. Almeno il doppio». Queste sono le prime parole del cuoco, difeso dall’avvocato Antonello Remigio, in merito agli sviluppi investigativi. «Se si potesse mi piacerebbe che le immagini registrate dalle telecamere venissero rese pubbliche. Vorrei che l'opinione pubblica si rendesse conto di quello che mi hanno fatto, della cattiveria con cui mi hanno picchiato. Mi hanno preso a calci in testa, gratuitamente, per farmi male. Nessuno di loro ha provato ad intervenire. Ricordo solo una voce da lontano che diceva “ragazzi, fermatevi, è lo chef. Fermatevi!”. Ma la persona che parlava non si è comunque avvicinata per provare a placare gli aggressori». E ancora: «Spero che la mia testimonianza possa servire ad evitare che episodi del genere possano accadere di nuovo». Poi conclude: «Sono in fase di guarigione, per fortuna sono riuscito a limitare i danni. Se tornerò a lavorare nel locale? Spero di sì, la mia idea è questa. Ma voglio anche vedere come reagisco nel momento in cui tornerò nel luogo dell'aggressione. Adesso è ancora presto per parlarne, vediamo tra qualche giorno».

