«Aiutatemi a salvare il quadro prezioso»

Appello del parroco di San Giustino per la tela-gioiello. Chiesti contributi anche per i banchi nuovi
CHIETI. Un quadro di grande valore artistico risalente al sedicesimo secolo da restaurare e i 102 banchi nuovi per i quali contribuire al pagamento. La cattedrale di San Giustino ha bisogno dell’aiuto dei suoi fedeli e della città intera per mantenersi in maniera degna e il suo parroco, don Nerio Di Sipio, non ne fa mistero. Da quando a febbraio del 2014 si è deciso di sostituire tutti i banchi della chiesa, si sta procedendo a una raccolta fondi per riuscire a pagare il dovuto: «I banchi sono 102 e ognuno è venuto a costare circa 500 euro», spiega don Nerio, «e devo dire che la ditta specializzata in arredi ecclesiastici Templum Artis di Venticano, in provincia di Avellino, ci è venuta anche molto incontro, abbassando il più possibile il prezzo». Così, per spingere i fedeli a donare qualcosa per i banchi, si è deciso di attaccare un avviso in chiesa che si rivolge direttamente ai parrocchiani: «Caro fedele», si legge, «perché non pensi ad acquistare un nuovo banco per la cattedrale? È un’opera buona e meritoria». Nell’avviso c’è anche scritto il costo di un singolo banco realizzato in legno di frassino e della lunghezza di due metri. Ovviamente non occorre versare l’intera somma. L’importante è contribuire. Sarà ovviamente più che benvenuto chi decide di acquistare uno o più banchi. Per loro, però, non ci sarà la targhetta di riconoscimento affissa su ogni banco, come spesso avviene nelle chiese, ma il nome del benefattore resterà negli archivi. Per il momento la lista dei benefattori è affissa in chiesa. Tra loro ce ne sono anche due che hanno acquistato più di un banco, ma la loro donazione è rimasta anonima. Tra i benefattori scorgiamo l’Azione cattolica, l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, diversi sacerdoti, alcuni avvocati e notai (come Germano De Cinque e Paolo Quinzio), il costruttore Teresio Cocco, molti privati cittadini ma nessun politico. Ma se il sogno di aver sostituito tutti i vecchi banchi della cattedrale con i 102 nuovi si è realizzato, quello del quadro da restaurare resta ancora tale per don Nerio. La tela, intitolata “Adorazione dei magi” appartiene alla scuola fiammingo-napoletana e viene definita dagli esperti come «di altissima qualità pittorica».
Si trova vicino all’entrata, in alto a sinistra, appesa sopra una delle porte che danno in canonica. «Una parrocchiana che di mestiere fa la restauratrice», ha detto don Nerio, «voleva restaurarla attraverso i suoi alunni, ma pare che il progetto sia per ora fermo. Resta la necessità di ridare luce a uno tra i quadri più preziosi della chiesa. Per questo motivo ho anche presentato il progetto ai club Lions e Rotary della città». (a.i.)

