Al Comune un milione di euro per l’accoglienza dei rifugiati

GUARDIAGRELE. Un fondo di quasi un milione di euro è stato assegnato al Comune per avviare sul territorio un progetto di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati nell’ambito della rete Sprar....
GUARDIAGRELE. Un fondo di quasi un milione di euro è stato assegnato al Comune per avviare sul territorio un progetto di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati nell’ambito della rete Sprar. Il finanziamento, assegnato agli enti locali che hanno presentato domanda entro il 31 marzo 2017 e approvato dal ministero degli Interni con decreto del 29 maggio 2017, è gestito dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione e verrà concesso a decorrere dal prossimo 1° luglio. «Va ricordato», spiega l’assessore comunale alle politiche sociali, Inka Zulli, che sulla direttiva di riferimento del ministero dell’11 ottobre 2016, troviamo la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, secondo la quale i Comuni che appartengono alla rete Sprar, sono esenti dall’attivare ulteriori forme di accoglienza. Questo», osserva Zulli, «vuol dire che né la prefettura, né i privati, potranno poi più attivare alcuna forma di accoglienza sul territorio comunale, al contrario di come è stato invece finora. Tutto verrà quindi gestito interamente dal Comune e i cittadini non dovranno preoccuparsi di un aumento del numero dei migranti attualmente ospitati nel centro di accoglienza di via Colle Granaro».
Zulli ricorda che nel progetto finanziato, che è stato sviluppato per 60 persone, sono stati inseriti anche fondi per permettere ai ragazzi ospiti della struttura, di lavorare sia con le associazioni del territorio che con i privati. «Saranno impegnati», spiega Zulli, «in diverse attività e, nello stesso tempo, continueranno a svolgere, come previsto dalla convenzione, anche diversi lavori socialmente utili. Ringrazio l’Anci nazionale e regionale per la collaborazione offertacinella procedura di stesura del progetto, affiancandoci, sostenendoci e chiarendoci ogni problema o perplessità».
Giovanni Iannamico
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