Al De Titta-Fermi lezioni da 50 minuti e ingressi su 3 turni

Primo giorno sdoppiato: oggi le prime, domani le altre Via libera all’uso delle palestre ma con due classi per volta
LANCIANO. Da tre a dieci ragazzi per classe seguiranno le lezioni da casa all’istituto De Titta-Fermi. Si tratta di 171 studenti sul totale di 1.366 iscritti, che si alterneranno a fare didattica a distanza e in presenza. Una scelta obbligatoria per la scuola, che non ha spazi sufficienti ad accogliere le classi più numerose. «Il 50% circa delle classi rientra a scuola», precisa la dirigente Daniela Rollo, «tutte le prime, altre classi che possono essere contenute senza problemi nelle aule e molte quinte. Sono invece 36 le classi in cui si farà didattica a distanza, con il grosso dei ragazzi in presenza. A casa resteranno al massimo 10 studenti in un paio di classi, poi si tratta di piccoli gruppi, da 3 a 5, che settimanalmente cambieranno. Siamo organizzati per utilizzare la didattica a distanza anche nel caso qualcuno sia costretto a rimanere a casa per i più svariati motivi. Ogni classe è dotata di computer, videoproiettore, lavagne Lim, smart tv, La Dad può essere una soluzione al problema delle assenze». L’ingresso e l’uscita dei ragazzi si tiene su tre turni (8.10-13.10, 8.20-13.20, 8.30-13.30), le ore di lezione saranno più brevi, da 50 minuti. «Tutto ciò che non si riesce a fare in presenza sarà recuperato on line», spiega la preside, «abbiamo una piattaforma d’istituto a cui tutti possono collegarsi. I docenti stanno già organizzando le classi virtuali». I ragazzi, almeno in teoria, non usciranno mai dall’aula, neanche alla ricreazione, ma solo per andare in bagno. «In bagno si andrà ad orario, a meno che non ci siano esigenze gravi», specifica la Rollo, «allo scopo abbiamo organizzato dei turni. Non si può andare più di due alunni per classe, maschio e femmina, che quindi vanno in direzioni diverse. Anche per dare la possibilità ai collaboratori scolastici di sanificare i servizi igienici. Abbiamo comprato vaporetti, in modo che anche loro non debbano usare troppo le mani, stracci e mop individuali». L’educazione fisica si farà non più di due classi alla volta nelle palestre, che sono molto grandi e quindi permettono di mantenere le distanze. «Certo non più sport di contatto ma attività individuali», precisa la dirigente, «e quando sarà possibile si utilizzeranno gli spazi all’aperto. Ma rivitalizzeremo anche il discorso della teoria: abbiamo ordinato le scacchiere perché il gioco degli scacchi fa parte del programma». Il primo giorno di scuola si sdoppia: oggi è per le prime e per le classi che hanno spazi sufficienti, domani per tutte le altre. «Chi è a casa viene contattato on line dai docenti, tutti sono coinvolti», sottolinea la preside, «l’accoglienza consiste nel dare istruzioni e parlare di questa situazione. I ragazzi sanno già tutto, ma è giusto sollecitarli ancora una volta al rispetto delle norme. Sarà un anno difficile perché è difficile prevedere tutto. Sono due edifici molto frequentati, 869 ragazzi al Fermi e 498 al De Titta. Contiamo molto sulla collaborazione di famiglie e ragazzi. Ad esempio se c’è un raffreddore dubbio, meglio restare a casa e collegarsi on line». (s.so.)

