Al Feltrino servono più controlli

San Vito, il sindaco sollecita la Forestale: paghiamo i disagi di chi scarica abusivamente a monte»
SAN VITO. «Servono maggiori controlli sugli scarichi abusivi che ci sono lungo il fiume Feltrino. San Vito paga le conseguenze, sfociando il fiume sulla nostra costa, di un inquinamento causato soprattutto da scarichi abusivi che devono essere controllati e bloccati e dal fatto che il depuratore di Santa Liberata, a Lanciano, è sottodimensionato e da anni non ancora si riesce a costruire il depuratore nuovo a Santa Croce». Si rivolge al corpo forestale, a cui ha inviato una lettera di sollecito, e alla Sasi che gestisce i depuratori, il sindaco Rocco Catenaro per cercare di “alleviare” i mali del Feltrino che ha bisogno di interventi ben più massicci, una riqualificazione generale, che il Comune chiede alla Regione da anni. Un problema che è tornato sotto i riflettori l’8 giugno scorso quando il sindaco ha dovuto firmare l’ordinanza per “il divieto di uso delle acque per l’intero tratto del fiume “Feltrino” e a monte dello stesso, e del torrente Arno per la pesca, l’abbeveraggio di animali e per l’utilizzo a fine irriguo di prodotti ortofrutticoli a causa della presenza del batterio della salmonella su un campione di acqua superficiale del “Feltrino”, in località Marina di San Vito Chietino, e del torrente Arno nel tratto in cui confluisce nel fiume. Una vicenda che ha fattoscattare un sorta di psicosi in tanti, infatti, pensano che anche le acque del mare non siano balneabili. «Le acque sono perfettamente balneabili»,ha precisato Catenaro, «lo dimostrano i dati dell’Arta. L’unico punto non balneabile è alla foce del Feltrino. Dove la situazione può migliorare se si pone attenzione al fiume, a tutto il tratto. Ho scritto alla Forestale e sono pronto anche a fare un esposto perché ci sono scarichi abusivi che immettono di tutto nel fiume».
Nella lettera il sindaco chiede alla Forestale di “intervenire nella prevenzione, accertamento e repressione di ogni possibile nociva immissione di scarichi da chiunque e di qualsiasi natura abusivamente realizzati lungo il corso d’acqua”. E che il Comune è pronto a condividere gli interventi. Ma Catenaro si rivolge anche alla Sasi e al Comune di Lanciano. «Serve il nuovo depuratore», dice il primo cittadino, «perché sappiamo da anni che quello di Santa Liberata filtra solo la metà degli scarichi di Lanciano. L’opera è attesa da 10 anni, deve essere avviata per far respirare questo fiume». Dopo 7 mesi di attesa abbiamo ricevuto solo nei giorni scorsi l’ultimo nulla osta alla realizzazione del nuovo depuratore dalla commissione Via regionale», risponde il presidente Sasi, Domenico Scutti, «ancora due passaggi brevi relativi agli espropri e mi auguro di avviare i lavori, affidati alla ditta Colanzi di Casoli, entro agosto».
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