Al Festival si mangia abruzzese

4 Febbraio 2022

Ecco la troupe di Sanremo Sol al gran galà di Villa Ormond

SAN SALVO. I protagonisti del Festival della canzone italiana mangeranno abruzzese: in cucina il chietino George Bogdan Cibi, e una brigata di 5 persone dell’Associazione Lady Chef e Federazione Italiana Cuochi. Cibi, 39 anni, originario della Romania con un grande ideale da sempre: lavorare nel mondo dell’alta cucina. Quello che nel 2006, appena arrivato in Italia, era solo un sogno, oggi è una fervida ed emozionante realtà. Lo chef Cibi, ex allievo dell'Accademia di alta cucina di San Benedetto del Tronto Accademia Chefs, è nella brigata di cucina di Sanremo Sol, il format diretto da Giuseppe Grande, che promuove e valorizza l’enogastronomia, la cultura, i territori, con attività legate alla musica nella settimana del festival.
Una brigata a prevalenza abruzzese capitanata da Rosalba Marte della Federazione Italiana Cuochi - Lady Chef, che dal 1° a domani prepara i pasti e il gran galà finale per artisti e giornalisti nella storica Villa Ormond di Sanremo. «L’adrenalina si fa sentire, il Festival è iniziato e le cose da fare sono molte», dice Cibi, «ma la metodologia acquisita con anni di formazione professionale da Accademia Chefs, mi ha aiutato non solo ad elevare un elevato bagaglio di competenze tecniche ma mi ha dato la preparazione necessaria per affrontare importanti traguardi come questo e i mezzi per confrontarmi con una brigata di Alta Cucina».
Allenato dall’esperienza acquisita in diversi ristoranti dove ha avuto modo di confrontarsi con i migliori chef della riviera Adriatica, lo chef George Bogdan ricorda gli anni di formazione con grande entusiasmo e con un profondo senso di gratitudine. Top secret il menu, ma che guardando all’origine e al bagaglio enogastronomico della brigata chiamata all’appello da Rosalba Marte (Lady Chef, Vasto), Antonina Di Giacomo, oltre a Angelo Bellano, Solly Tomasone, Daniele Mancini, Marinella Ferigo e Marta Di Marcoberardino, racconta i sapori dell’Abruzzo.
II tutto senza dimenticare in l’attenzione a impiattamento ed estetica del piatto, in fin dei conti si tratta sempre della kermesse famosa non solo per la buona musica, ma per un’esaltazione quotidiana del bello e del ben fatto.
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