Al San Pio sarà potenziato il Punto nascite

Con un milione e mezzo di fondi Asl previsti nuova sala operatoria e altri servizi. Appalto entro giugno
VASTO. Il 2017 porterà a Vasto il potenziamento del Punto nascite. La notizia, confermata dalla direzione sanitaria, era stata in parte anticipata nei giorni scorsi dal sindaco Francesco Menna. Il potenziamento del Punto nascite rientra nel piano strategico aziendale e sarà finanziato con fondi della Asl. La spesa prevista è di un milione e mezzo di euro. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova sala operatoria, opere murarie e nuovi servizi. Il milione e mezzo sarà recuperato da fondi risparmiati per altri interventi. Anche il progetto è aziendale. La Asl spera di poter appaltare i lavori nel primo semestre 2017.
A Vasto il reparto di Ostetricia è da tempo un servizio che raccoglie pazienti anche da fuori regione grazie all’eccellenza delle attività offerte. Lo scorso anno si sono avute poco meno di 900 nascite nel reparto diretto dal dottor Francesco Matrullo. Tale risultato è merito della continuità dell’assistenza garantita dall’integrazione tra l’équipe ostetrica e anestesiologica e dell’alta professionalità della struttura. Molto apprezzata la medicina della riproduzione e diagnosi prenatale di cui è responsabile il dottor Vincenzo Biondelli.
Il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, conferma che l’investimento, insieme a quelli di Chieti e Lanciano, è stato fortemente voluto dall’azienda e dall’assessore regionale alla programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, per migliorare e rendere più sicura la rete provinciale della nascita, attraverso un sistema capillare di trasporto in urgenza e una qualità assistenziale adeguata. Per il potenziamento dei reparti di Ostetricia e ginecologia degli ospedali di Lanciano e Vasto sono stati investiti diversi milioni di euro. Al San Pio va ricordato che c’è anche sala parto di una vasca per il parto in acqua. I vantaggi del parto in acqua sono molteplici. Oltre al fatto che la donna viene ad assumere posizioni meno complicate rispetto al lettino ginecologico, il parto in acqua determina anche una riduzione della durata della fase dilatante del travaglio, quindi si soffre meno. Ovviamente resta il parto tradizionale, sul letto, ed è possibile partorire anche seduta su una poltrona. La gestante può scegliere quello che ritiene più opportuno per lei, perché l’idea che ispira medici e ostetriche è chiara: dove ci sono situazioni fisiologiche, senza complicanze o patologie, ci deve essere la più completa libertà di scelta.
Particolare attenzione è rivolta alla cura del neonato sano con la pratica del rooming-in e la promozione dell'allattamento al seno. Oltre il 90% delle mamme è dimesso con allattamento al seno esclusivo o prevalente. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

