Al telefono la truffa del falso incidente

21 Febbraio 2018

Inchiesta a Torrevecchia Teatina: sui cellulari degli anziani minacce e tentativi di estorsione. Finti investigatori in azione a Chieti

TORREVECCHIA TEATINA. «Guarda che ho trovato sul parabrezza della mia macchina gravemente danneggiata un biglietto con il tuo numero di targa e numero di cellulare e adesso mi devi pagare i danni. Hai capito? Altrimenti ti denuncio, io ti denuncio: è chiaro?». Questa la telefonata arrivata sul cellulare di un anziano di Torrevecchia Teatina con l’obiettivo di mettere a segno la truffa del finto incidente e spillargli migliaia di euro. Ma Benito Di Giovanni, 77 anni, ha capito di essere finito nel mirino di un truffatore e si è rivolto alla polizia municipale di Torrevecchia Teatina per presentare la denuncia. Ora è partita la caccia ai truffatori perché potrebbe non essere un caso isolato: i vigili urbani guidati dal comandante Lorenzo Cesarone hanno avvisato la procura di Chieti e iniziato gli accertamenti sul numero di telefono rimasto nella memoria del cellulare del pensionato. Si tratta di un numero fisso con prefisso della provincia di Como (0344). Ora, sarà la polizia postale a tracciare il traffico telefonico. A Chieti, invece, tornano in azione i finti investigatori che, ieri, hanno derubato un’anziana in via dei Martiri Lancianesi: i carabinieri sono sulle loro tracce.
«Ho deciso di fare la denuncia perché quello che è capitato a me non deve capitare anche agli altri», racconta l’anziano, «da giorni subisco telefonate strane che, secondo me, hanno l’intenzione di minacciarmi ed estorcermi dei soldi». Oltre alla truffa del falso incidente, all’anziano è stata tesa la trappola di un’estorsione a sfondo sessuale. Nella sua denuncia, l’anziano: «Una voce maschile, con accento del nord, mi ha detto: lei deve smettere di tormentare mia moglie. Tanto il suo numero è registrato sul cellulare di mia moglie». Un possibile tentativo di minaccia. Che non è andato a segno grazie alla fermezza di Di Giovanni. «Il nostro concittadino si è dimostrato deciso a non subire ingiustizie», commenta il comandante, «a lui va il mio plauso». E Cesarone mette in guardia gli anziani raccomandando di «non cedere per paura alle richieste strane di soldi o alle minacce da parte di chiunque, ma di denunciare alla polizia locale che procederà con comunicazione di notizia di reato alla procura, avviando le indagini necessarie alla raccolta di prove e alla identificazione dei truffatori».