Al via le Zone economiche speciali, investimenti per 40 milioni di euro

Presentato in prefettura il piano di interventi in prevalenza sulle aree portuali di Ortona e Vasto Firmata una intesa su legalità e prevenzione delle infiltrazioni criminali per le opere da eseguire
CHIETI. Quaranta milioni di investimenti per il potenziamento delle infrastrutture della Zes – la Zona economica speciale – da realizzare in maniera veloce, semplificata dal punto di vista burocratico ma non senza controlli. E se la Zes assicura finanziamenti e snellimento delle procedure, ai controlli ci pensa il Gruppo interforze antimafia, nato a seguito di un protocollo d’intesa siglato ieri mattina in prefettura. Il protocollo per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nell’ambito della Zes è stato promosso dal prefetto Armando Forgione e dal commissario Zes Mauro Miccio. A firmarlo sono stati esponenti delle forze dell’ordine, degli organismi interessati e dei Comuni dove gli investimenti verranno realizzati.
Oltre a Forgione e Miccio, dunque, il protocollo porta la firma dei sindaci di Vasto, Ortona, Atessa e Fossacesia – Francesco Menna, Leo Castiglione, Giulio Borrelli ed Enrico Di Giuseppantonio – del questore Francesco De Cicco, del tenente colonnello dei carabinieri Pierluigi Capparè, del comandante provinciale della Guardia di finanza – nel suo ultimo giorno di servizio al comando teatino – il generale Serafino Fiore, del comandante della Capitaneria di porto di Ortona Francesco Scala, del vicepresidente della Camera di commercio Chieti Pescara Lido Legnini, del presidente di Confindustria Chieti Pescara Silvano Pagliuca, del direttore dell’Agenzia delle entrate Giovanni Ciancarelli, di Lucia Del Grosso delegata dell’Aric e del presidente Arap Giuseppe Savini.
«Con il protocollo», ha sottolineato Miccio, «non aumentano gli adempimenti a carico delle imprese: tutt'altro, le Zes nascono per agevolare gli investimenti non solo in termini di convenienza, ma anche in facilità e velocità delle procedure burocratiche. Quindi semplificare le procedure ma rafforzare i controlli. La legalità, intesa come rispetto delle regole, è un pilastro dello sviluppo non un suo freno, la semplificazione non può tradursi in deregolamentazione e il protocollo serve a mettere in rete tutti i soggetti in possesso di dati e informazioni, in maniera da accelerare le fasi preliminari del controllo e da monitorare quelli successivi in fase di realizzazione. È il soffio etico della legge», conclude Miccio citando una frase dell’arcivescovo Bruno Forte, presente in sala e invitato dal prefetto a prendere la parola al termine della cerimonia. «I controlli già ci sono», aggiunge il prefetto Forgione, «ma un afflusso di denaro così massiccio è comunque una ghiotta occasione per possibili infiltrazioni di criminalità. E segnali già ci sono. Sebbene non ci sia una situazione di allarme». Forgione ha insistito su tre passaggi fondamentali per chi porta avanti opere pubbliche: etica e legalità come primo assunto, competenza – «chi non ne ha, lo riconosca e si avvalga di consulenti bravi, contornatevi d’esperti», è stato il monito del prefetto -, e infine niente personalismi. Proprio i personalismi, o anche la volontà di assumersi tutti i meriti di un’opera pubblica complessa, può rallentarne o bloccarne la realizzazione, ha detto infine Forgione che a Chieti ha cercato di sbloccare e velocizzare diversi iter di opere pubbliche in fase di stallo.
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