Alberi tagliati dal Comune Il caso arriva in Procura

17 Giugno 2020

Vasto. Le associazioni ambientaliste annunciano la presentazione di un esposto Il comitato civico dell’avvocato Pennetta chiede le dimissioni del sindaco Menna

VASTO. Un esposto alla Procura per l’abbattimento dei sette pini di via Ritucci Chinni, nel quartiere San Paolo, e richieste di dimissioni. Hanno deciso di intraprendere le vie legali alcune associazioni cittadine, i cui rappresentanti avevano ricevuto dal sindaco Francesco Menna rassicurazioni sulla possibilità di percorrere una soluzione diversa che evitasse il sacrificio di alberi sani e rigogliosi, salvo poi ricredersi a distanza di poche ore. Non si placa la polemica dopo la giornata campale di lunedì iniziata al mattino con un sit in davanti al cantiere di fronte alla chiesa di San Paolo e finita con il taglio dei monumentali pini, eseguito a distanza di qualche ora dall’incontro in Comune. Intanto il Comitato civico L’Arcobaleno chiede le dimissioni del primo cittadino.
L’ESPOSTO L’azione legale decisa da Cai, Arci, Gruppo Fratino e Geav (Guardie ambientali) ruota intorno alla violazione della normativa che vieta la potatura e l’abbattimento di alberi in periodi di nidificazione di diverse specie di uccelli tutelate dalla normativa in vigore (leggi nazionali e direttive comunitarie). «Abbiamo dato incarico ad un legale affinché valuti la possibilità di presentare un esposto», si limitano a dire i rappresentanti dei sodalizi che hanno anche deciso di organizzare un incontro pubblico per la prossima settimana. Non è escluso che alle quattro sigle se ne aggiungano altre.
RICHIESTE DI DIMISSIONI «Menna si deve dimettere», incalza l’avvocato Angela Pennetta, presidente del Comitato civico L’Arcobaleno, «non sono io a chiederlo ma tutti quei cittadini, e ne sono tanti, che sono stati presi in giro. Ci aveva rassicurato che avrebbe sospeso i lavori in attesa di una soluzione condivisa. Ci aveva anche chiesto di presentargli una proposta tecnica alternativa. Lo ha fatto davanti ad una ventina di persone nell’aula consiliare, cioè in una sede istituzionale. Ha dimostrato che il suo potere decisionale è pari allo zero. Ha dato riprova della sua amministrazione fallimentare e bugiarda. Deve tornarsene a casa».
IL SINDACO «Non è stato possibile individuare un percorso differente da quello che ha previsto il taglio degli alberi», spiega Menna, «per due ragioni: la più importante attiene alla pubblica incolumità e alla sicurezza dei cittadini alla quale, in qualità di sindaco, devo sempre mostrare la massima attenzione. La seconda questione attiene alla impossibilità di modificare in corso d’opera dei lavori oggetto di appalto e contrattualizzati con un progetto definito con gli uffici tecnici comunali. Sono prevalse le ragioni della pubblica incolumità».
IL PIANO DEL VERDE «Attendiamo da due anni un regolamento che disciplini la manutenzione di tutto il verde cittadino», dicono Dina Carinci e Marco Gallo, «ma, a tutt’oggi, la relativa delibera di consiglio comunale non ha avuto alcun seguito, al pari di numerose altre delibere. Troppo spesso le aspettative dei cittadini sono rimaste disattese ed ora, quasi alla fine del suo mandato, ci duole constatare che, insieme ai pini, il sindaco ha segato anche quel piccolo ramo residuo di credibilità che ancora gli restava. E lui ci stava seduto sopra», concludono i consiglieri pentastellati.
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