Alcol venduto ai minorenni, è lite

Il caso della 15enne soccorsa, Paolucci: zero controlli. Settembrini: più responsabilità
LANCIANO. «A Lanciano non esiste alcun tipo di controllo sugli esercizi pubblici, compresi i supermercati, che vendono illegalmente alcool ai minorenni, né tantomeno sugli stessi ragazzini che girano tranquillamente in centro fin dalle ore pomeridiane esibendo le bottiglie come fossero un trofeo». La capogruppo di Libertà in Azione, Tonia Paolucci, interviene sulla vicenda della 15enne soccorsa sabato sera in piazza Plebiscito e finita in ospedale dopo avere consumato alcol. «Un tema quello della sicurezza che l’amministrazione di sinistra-centro a guida Pd del sindaco Mario Pupillo si ostina ad ignorare», sostiene la Paolucci, «non chiediamo di vessare i locali e i supermercati, pretendiamo però che le regole vengano rispettate, per il bene dei nostri figli e per tutti quei commercianti, e sono la maggioranza, che da sempre agiscono nella piena legalità, ma che si trovano penalizzati da colleghi scorretti che non si fanno scrupoli a vendere alcool a ragazzini senza pensare alle conseguenze». Secondo LiA, «la carenza di normali, legittimi e doverosi controlli è tutta da imputare all’attuale amministrazione, che ha penalizzato oltremodo la polizia municipale, si è rifiutata di approvare il nuovo regolamento per la sicurezza e ha bocciato qualunque ipotesi di potenziamento della videosorveglianza, soprattutto nelle zone della movida», conclude la Paolucci. «La maggioranza dei cittadini è stanca di risse, vandalismo, degrado urbano e adesso anche di minorenni finiti in ospedale per l’insipienza di una maggioranza ostaggio solo della propria anacronistica ideologia».
«A livello istituzionale ci stiamo già muovendo», ribatte il consigliere di maggioranza Renato Settembrini, «ma è una situazione che va affrontata con tutti, politica, istituzioni, sociale e forze dell’ordine. Servono controlli a tappeto e mirati. Più volte ho notato o mi hanno segnalato minorenni con bevande alcoliche in mano. Nell’incertezza i gestori delle attività commerciali devono chiedere i documenti. Non possiamo più accettare situazioni simili. Anche le famiglie hanno le loro responsabilità: bisogna affrontare di petto la questione, per sensibilizzare tutti al problema». (s.so.)

