Alfa Gomma, prime polemiche Parte lo scontro sulle assunzioni

Incontro tra Regione, sindacati e proprietà per un aggiornamento sul rilancio della ex Yokohama L’allarme di Petaccia (Cgil): «Belle prospettive di lavoro, ma gli operai non vengono stabilizzati»
ORTONA . Prime polemiche con la nuova proprietà dello stabilimento di contrada Tamarete di Ortona che prima ospitava la Yokohama. Martedì mattina c’è stato un incontro tra l’Alfa Gomma, che ha rilanciato il sito industriale dopo la chiusura, la Regione ed i sindacati. Un confronto svolto in videoconferenza per verificare il rispetto del cronoprogramma stabilito al momento dell’accordo sindacale. Ed emergono le prime perplessità. «La proprietà non rispetta gli impegni presi», dice Carlo Petaccia della Filctem Cgil.
Esattamente un anno fa il Centro scriveva del ritorno in fabbrica dei primissimi lavoratori ricollocati dall’Alfa Gomma dopo l’addio della multinazionale giapponese. «L’azienda ci ha confermato delle prospettive di lavoro rosee per l’immediato futuro, ed è questo un fatto positivo. Il problema, però, è che questa azienda non rispetta alcuni accordi siglati», dice Petaccia. Quindi arriva al punto: «Ad un anno dai primi contratti a termine, la proprietà non stabilizza i lavoratori che hanno ricominciato ad operare nello stabilimento». Il segretario della Cgil ricorda, quindi, quali fossero i patti: «Avevamo stabilito che entro dodici mesi dal reintegro, i contratti a termini sarebbero diventati assunzioni a tempo indeterminato. Ma questo non si sta verificando». Ovviamente il sindacalista non chiede la stabilizzazione di tutti, essendo stati i rientri scaglionati, però punta all’assunzione definitiva di coloro che sono stati ricollocati a inizio 2021.
«A maggior ragione», sottolinea Petaccia, «tenendo conto di quello si prevede da qui in avanti, ossia ottime prospettive di lavoro». Tutto ciò, secondo il rappresentante della Cgil, rende incomprensibile il mancato rispetto dell’intesa raggiunta. «Mancano le giuste relazioni sindacali», prosegue, «è vero che l’azienda sta assumendo ma lo fa a modo suo e, purtroppo, con l’avallo della Regione». Allo stato attuale l’azienda ha fatto rientrare 58 persone e per altre 5 si sta perfezionando la procedura. Ne sono rimaste fuori 9. In base a questi numeri oggi in 9 hanno un contratto a tempo indeterminato, altri 49 a tempo determinato. «Di questi 49», rimarca Petaccia, «ce n’è una quindicina che lavora già da un anno. I primi contratti sono scaduti lo scorso 23 dicembre e rinnovati di altri dodici mesi».
E l’azienda ha dato delle risposte? «Ci sono state fornite delle spiegazioni, ma in maniera molto ambigua», conclude il rappresentante della segreteria generale della Cgil. «Ribadiamo che ci sono ottime prospettive di lavoro, quindi è fondamentale che l’azienda rispetti quegli accordi che nei mesi scorsi ci hanno convinto della bontà del progetto di rilancio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

