Alice piange, dopo 71 anni ritrova la tomba del marito

Lei è canadese e ha 96 anni, perse il congiunto fante due mesi dopo il matrimonio Ieri per la prima volta la visita nel cimitero di Ortona nel giorno dell’anniversario
ORTONA. Gli occhi pieni di commozione a fissare quella lapide che ha una storia tragica da raccontare, come d’altronde tutte quelle che riempiono il prato del cimitero militare canadese di Ortona. Alice Kalbfleisch, 96 anni, è giunta in Abruzzo con l’intento di visitare per la prima volta, dopo settantuno anni dalla morte, la tomba del marito deceduto ad Ortona durante la Seconda guerra mondiale. Come nella scena del film “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg, la signora Alice guarda quella lapide e un flashback di ricordi la assalgono. Ad affiancarla c’è il pronipote, Nathaniel Kalbfleisch, 17 anni, che il bisnonno non lo ha mai conosciuto, ma è come se fosse parte di sé. Nathaniel legge un breve discorso, stoppato subito dalla voce rotta dal pianto. Poi riprende e chiude dicendo: We love you, we miss you, «Noi ti amiamo, ci manchi». La visita si conclude con i due che rendono omaggio all’uomo, deponendo una corona di fiori sulla tomba prima di lasciare il cimitero.
«È stato emozionante», spiega la signora Alice. Il marito si chiamava Clarence Kalbfleisch, viveva in Ontario ed era un contadino, come gran parte dei soldati canadesi. «Lavorava anche il legno», racconta l’anziana donna mostrando una foto di lui con la divisa militare. «Ci eravamo sposati da due mesi quando fu chiamato in guerra». Clarence faceva parte della fanteria del Royal Canadian Regiment e stava combattendo la cruenta Battaglia di Ortona quando, il giorno di Natale del 1943, la sua vita fu spezzata come quella di altri seimila soldati canadesi morti in Italia nella Seconda guerra. Alice, nel frattempo, aspettava il primogenito che, quindi, non ha mai avuto la possibilità di conoscere il papà. Quel figlio oggi è il nonno di Nathaniel e non se l’è sentita di volare in Italia per salutare il padre. «Ero indecisa anch’io se affrontare questo viaggio o no perché pensavo che altri famigliari dovessero accompagnarmi», svela ancora la signora Alice. «Alla fine, però, siamo qui. La più vecchia e il più giovane di casa», commenta scherzando.
La 96enne, comunque, ha provato ad andare avanti dopo la morte del marito: «Mi sono risposata ed oggi ho la bellezza di ventidue pronipoti», afferma con orgoglio.
E la storia di Clarence Kalbfleisch è stata solo una tra quelle celebrate ieri nel cimitero canadese di Ortona in occasione del 70° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Alla presenza delle autorità, tra cui l’ambasciatore canadese in Italia Peter McGovern, il sindaco di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, e il prefetto di Chieti, Fulvio Rocco De Marinis, di gruppi e associazioni militari, di scolaresche appartenenti allo scientifico “Da Vinci” di Pescara Portanuova, al Nautico di Ortona, alle classi quinte della primaria San Giuseppe di Ortona e al Canadian College Italy, sono stati commemorati tutti i caduti in guerra.
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