All’Antico Tratturo giornata dedicata all’emigrante Nicola

14 Dicembre 2014

FARA FILIORUM PETRI. «Ma a lu paese me se fa angore le Farchjie?». Un brivido ha attraversato la schiena di Nico Ciavalini, quando nello stadio del Boca, a Buenos Aires, durante la vacanza, ha...

FARA FILIORUM PETRI. «Ma a lu paese me se fa angore le Farchjie?». Un brivido ha attraversato la schiena di Nico Ciavalini, quando nello stadio del Boca, a Buenos Aires, durante la vacanza, ha sentito parlare la lingua del suo paese, Fara Filiorum Petri. Era Nicola, un emigrante del piccolo centro ai piedi della Maiella, partito per cercare una fortuna che, però, da Nicola non si è fatta trovare. Al Boca Nicola era intento a cuocere la carne all’Asador.

Nico Ciavalini, nella sua masseria-agriturismo L’Antico Trattuto, a Fara Filiorum Petri, ha organizzato questa giornata nel nome dell’Emigrante Nicola (non ha voluto dare il suo cognome), e inaugura, alle 12.30, il Luogo dell’Anima dell’Asador (il quarto di bovino viene sistemato su una specie di croce di metallo e cucinato vicino al fuoco – e non sopra – per un tempo non inferiore alle otto ore), con la narrazione orale dell’incontro con il farese Nicola a Buenos Aires. L’iniziativa culturale-gastronomica è curata, insieme a Nico Ciavalini, da Dino Viani, cineasta abruzzese che ha presentato al Cannes il suo ultimo film “Un giorno e un altro ancora”, sul terremoto in Abruzzo. Alle 15.30 verrà proiettato “Desarraigo”, la storia di un emigrante che sogna di tornare al paese natìo. All’Antico Tratturo (la masseria è attraversata dal tratturo che da Centurelle portava i pastori in Puglia) Nico Ciavalini ha costruito diversi Luoghi dell’Anima. Sull’iniziativa è stata inviata anche una lettera a Papa Francesco.(v.p.)

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