«All’Incoronata non si respira» Altre segnalazioni sull’odore acre

21 Febbraio 2021

Vasto. Nuove lamentele anche dai residenti del popoloso rione all’ingresso nord della città  Celenza (Porta Nuova): problema vecchio e ignorato, ci vuole tanto a far seguire la cosa a un vigile?

VASTO. «Abbiamo avvertito un odore pungente e un bruciore alla gola. L’aria era irrespirabile. Non ne possiamo più». È lo sfogo di alcuni residenti dell’Incoronata, quartiere periferico raggiunto, al pari di altre zone di Vasto, dalle esalazioni moleste provenienti dalla zona industriale. Il fastidioso fenomeno – fino a poco tempo fa relegato al perimetro dell’agglomerato produttivo e alla riserva naturale di Punta Aderci – sta interessando da giorni anche le zone centrali della città, allarmando abitanti e residenti. Le segnalazioni non si contano quasi più.
«È una problematica che si ripete da decenni e non da mesi come sostengono il sindaco Francesco Menna e l’assessore alle politiche ambientali, Paola Cianci», afferma categorico Michele Celenza, presidente dell’associazione civica Porta Nuova, «decenni in cui la questione è stata sistematicamente ignorata dai sindaci che si sono succeduti. Questa amministrazione, riconosciamolo, la questione non la ignora, preferisce nascondersi dietro un dito. Il sindaco e l’assessore ci hanno fatto sapere che l’ufficio ambiente si è attivato per trasmettere all’Arta e alla Asl una nota affinché ci sia un intervento concreto, ma forse non sanno che un paio di cosette potrebbero farle. Potrebbero, ad esempio, mandare un vigile urbano a vedere da dove di preciso viene il fetore», continua Celenza, «non dovrebbe essere così difficile e così si smetterebbe di parlare genericamente di emissioni provenienti dalla zona industriale. E poi, una volta accertate le responsabilità, il sindaco potrebbe procedere con l’adozione in via cautelare di interventi finalizzati a impedire la continuazione o l’evolversi di attività che presentano i caratteri di possibile pericolosità, per effetto, in particolare, delle esalazioni, e ciò per contemperare le esigenze di pubblico interesse con quelle, pur rispettabili, dell’attività produttiva. Su questa tematica il Consiglio di Stato ha prodotto una giurisprudenza ormai consolidata», rimarca il presidente di Porta Nuova.
Celenza ricorda che su questo argomento era già intervenuto nel luglio 2004, nel settembre 2005, nel novembre 2010 e, infine, il 17 settembre 2013. Si tratta infatti di un problema annoso che in passato aveva costretto tre operai addetti all’impianto di depurazione della zona industriale a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Vasto: lamentavano bruciore agli occhi e secchezza alla gola. L’episodio si verificò nel 2009. Da allora esposti e segnalazioni si sono moltiplicati, ma non è successo nulla. È rimasta inevasa anche la richiesta delle associazioni cittadine di predisporre un serio monitoraggio della qualità dell’aria per individuare la causa delle esalazioni moleste, perché l’Arta (agenzia regionale per l’ambiente), non è dotata della strumentazione adeguata. (a.b.)
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