All’ospedale arrivano altri due ecografi

Atessa, dopo la tac all’avanguardia pronte nuove strumentazioni. Caulo: «Così si tutela la salute»
ATESSA. «Oggi è un giorno importante perché inizia a funzionare questa nuova tac, sicuramente per il San Camillo di Atessa sarà un giorno da ricordare». Non ha dubbi il professor Massimo Caulo, direttore del servizio radiologia del Santissima Annunziata di Chieti e della Scuola di specializzazione dell’università d’Annunzio, in collaborazione con il personale del San Camillo, sull’inaugurazione della nuova tac da 160 strati che c’è stata lunedì scorso. È stato lo stesso Caulo a eseguire i primi esami ad Atessa su due i pazienti selezionati per una indagine diagnostica sui polmoni e sull’encefalo. Lunedì prossimo al San Camillo arriveranno due nuovi ecografi per ampliare, così, l’offerta diagnostica.
«È tutta la radiologia di Atessa a essere stata rinnovata: gli ambienti sono nuovi, nuovi anche i macchinari» dice Caulo che aggiunge: «L’offerta diagnostica cresce come tecnologia e anche i medici dell’università di Chieti verranno a integrarsi con quelli presenti nella radiologia del San Camillo così da migliorare lo scambio scientifico e portare nuove esperienze».
La nuova tac di Atessa è all’avanguardia: alta risoluzione, velocità di acquisizione e rumore ridotto dotata di innovativa tecnologia di ricostruzione e apprendimento profondo che è stata addestrata per fornire immagini nitide, chiare e distinte a bassa dose di radiazioni: queste le principali caratteristiche di una macchina che ricostruisce i distretti anatomici a 160 strati e diventa la punta di diamante di una Radiologia completamente rinnovata.
Lunedì scorso all’inaugurazione erano presenti anche Andrea Delli Pizzi, ricercatore dello stesso ateneo, e Silvia Magnani, application specialist di Canon, l’azienda che ha fornito l’apparecchio e che in questi giorni è ad Atessa per formare gli operatori di Chieti e quelli già stabilmente sul posto e illustrare le modalità di utilizzo dell’Aquilion Lightning.
«Su questo presidio è stato compiuto un investimento importante», conclude Caulo, «che inquadra la diagnostica in un progetto di salute ben più ampio, a servizio di un vasto territorio che di certo lo merita per estensione, popolazione e lontananza dai grandi centri. Tra attrezzature e interventi strutturali, alla comunità viene restituito un ospedale che, se ben gestito e sicuramente lo sarà, potrà rispondere al meglio alle esigenze di tutti i pazienti e la riapertura della Radiologia rappresenta solo il primo tassello».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

