Alla scoperta della storia con le biciclette

Alla scoperta della storia vastese pedalando in mountain bike. Un gruppo di ciclisti amatoriali (nella foto) ha dato vita nei giorni scorsi alla prima uscita di Archeobike, una iniziativa finalizzata...
Alla scoperta della storia vastese pedalando in mountain bike. Un gruppo di ciclisti amatoriali (nella foto) ha dato vita nei giorni scorsi alla prima uscita di Archeobike, una iniziativa finalizzata alla conoscenza di un territorio ricco di preziose testimonianze del passato. Tema della pedalata “Da Punta Aderci a San Michele sulle tracce del dio Ercole”. Per chi ha partecipato è stata una mattinata entusiasmante e ricca di emozioni. Sicuramente da ripetere, vista l’attenzione crescente intorno a queste iniziative culturali.
«Abbiamo visitato la zona archeologica della riserva di Punta Aderci, per poi dirigerci a Vasto Marina per vedere il porto romano di località Trave», racconta Alessandro Cianci, studioso e appassionato di storia che ha guidato il gruppo di ciclisti, «il viaggio si è concluso con la salita che ci ha portato fino alla chiesa di San Michele. Abbiamo pedalato sempre su strade sterrate», continua Cianci, «perché il nostro motto è scoprire la storia tra fango e sudore». Per il gruppo è stata una esperienza entusiasmante scoprire angoli del territorio che racchiudono tesori impensabili. È il caso della riserva naturale di Punta Aderci, il cui promontorio è ricco di vasellame, laterizi, cocci e mattoni di epoca frentana che spuntano tra le zolle di terreno soprattutto dopo le arature. (a.b.)
«Abbiamo visitato la zona archeologica della riserva di Punta Aderci, per poi dirigerci a Vasto Marina per vedere il porto romano di località Trave», racconta Alessandro Cianci, studioso e appassionato di storia che ha guidato il gruppo di ciclisti, «il viaggio si è concluso con la salita che ci ha portato fino alla chiesa di San Michele. Abbiamo pedalato sempre su strade sterrate», continua Cianci, «perché il nostro motto è scoprire la storia tra fango e sudore». Per il gruppo è stata una esperienza entusiasmante scoprire angoli del territorio che racchiudono tesori impensabili. È il caso della riserva naturale di Punta Aderci, il cui promontorio è ricco di vasellame, laterizi, cocci e mattoni di epoca frentana che spuntano tra le zolle di terreno soprattutto dopo le arature. (a.b.)

