Alloggi nuovi ma senza servizi

15 Luglio 2015

Nelle case Ater di tre anni mancano acqua calda e luce alle scale. I residenti: le bollette sono salate

ORTONA. Dovrebbero essere degli alloggi moderni, con impianti di ultima generazione, quelli per cui vale spendere anche qualche soldo in più pur di abitarci. Ma i residenti dei due fabbricati dell’Ater, palazzine ortonesi costruite tra via XXIV Maggio e via della Libertà, a oltre tre anni dall’inaugurazione del complesso edile, vivono tra innumerevoli disagi, preoccupazioni, delusioni e tanta rabbia. A rivelarlo sono proprio loro che, dopo aver esposto senza risultati i propri problemi all’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale, hanno deciso di rendere pubblica la vicenda.

«In questa palazzina mancano acqua calda, luce lungo le scale e tutti i servizi ad esso collegati, dall’ascensore al citofono rotto», denunciano la figlia di una coppia residente nello stabile, Anna Mariani, e l’amministratrice Valentina Valente. «Qui vivono anziani che non possono usufruire nemmeno dei servizi minimi», aggiungono. Eppure non si tratta di abitazioni datate o fatiscenti, bensì la struttura è di quelle all’avanguardia: 18 alloggi realizzati nel 2012 per un importo di 3milioni e 200mila euro con diversi elementi innovativi, come la parete ventilata a tutto l’involucro delle abitazioni che consente un notevole abbassamento dei consumi energetici o la presenza di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

«Sono appartamenti di classe A», precisa la signora Mariani, «paghiamo degli affitti concordati a un prezzo più elevato rispetto al solito, proprio perché presentano delle caratteristiche che dovrebbero permettere di risparmiare sulle spese di consumo. Il problema, però, è che tutto questo non è funzionante e per di più giungono delle bollette astronomiche». L’amministratrice ha più volte scritto all’Ater per lamentare le ragioni dei residenti di questi due fabbricati realizzati nel cuore di Ortona, ma dalle sue parole si evince come non abbia mai ottenuto risposta dall’azienda territoriale: «Conosce bene la situazione da due anni a questa parte ma non muove un dito, non si interessa».

Lunedì pomeriggio c’è stato un incontro anche con il sindaco Vincenzo D’Ottavio, a cui è stata spiegata nel dettaglio la questione. Il primo cittadino ortonese si è impegnato personalmente per cercare di andare incontro ai residenti di questo complesso residenziale: «Ci ha dato la massima disponibilità, anche per provare a parlare con l’Ater affinchè acconsenta a rateizzare le spese elevatissime che ci pervengono», aggiunge Anna Mariani. L'amministratrice Valente, prosegue rimarcando come nel palazzo vivano «persone con difficoltà, disabili in cura che si ritrovano a salire e scendere interi piani di scale a piedi senza nemmeno la luce lungo la gradinata. Stiamo parlando della vita di alcune persone e non possiamo permetterci più di attendere ritardi ingiustificati». Da qui l’appello rivolto dalla stessa amministratrice all’Ater direttamente attraverso le pagine del Centro: «Risolvete i nostri problemi, questi disagi sono stati creati da voi». Qualcuno ascolterà l’accorato invito?

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