Altre false notizie sui negozi Di Primio va dai carabinieri

CHIETI. Non si fermano le notizie false sui negozi del centro storico chiusi per il coronavirus. Su whatsapp è circolata anche la foto di un cartello affisso in un palazzo con la scritta:...
CHIETI. Non si fermano le notizie false sui negozi del centro storico chiusi per il coronavirus. Su whatsapp è circolata anche la foto di un cartello affisso in un palazzo con la scritta: «Considerando i casi di Covid 19 che vedono contagiati cittadini residenti in via Spaventa, si chiede a chi proviene da quella zona di accedere al condominio solo per le urgenze». Così, ieri mattina, il sindaco Umberto Di Primio ha depositato una denuncia per procurato allarme nella caserma dei carabinieri di via Arniense. Il primo cittadino, dunque, dichiara guerra alle fake news. «Quegli episodi», commenta Di Primio, «hanno creato panico in città: è giusto che i deficienti che hanno combinato tutto questo paghino le conseguenze del loro gesto». Persino il personale del Comune, impegnato nell’emergenza e nell’assistenza ai cittadini, è stato costretto a rispondere a decine di telefonate arrivate da persone preoccupate per quelle foto e messaggi audio che, in poche ore, hanno fatto il giro di cellulari e social network. In realtà, le notizie su focolai presenti in città e presunti blitz delle forze dell’ordine in due alimentari del centro storico si sono dimostrate totalmente infondate. Adesso il sindaco chiede di punire i responsabili. Il reato di procurato allarme prevede la reclusione fino a 6 mesi o un'ammenda fino a 516 euro. Accanto a esso esistono però altre fattispecie che possono essere contestate in casi del genere. Prima fra tutte la diffamazione, se le notizie riguardano persone specifiche o enti o strutture identificabili. Oppure il turbamento dell'ordine pubblico tramite la pubblicazione di notizie false, esagerate o tendenziose, una forma più lieve del reato di procurato allarme, punita con l'arresto fino a 3 mesi e l'ammenda fino a 309 euro. (g.let.)

