Altre mattonelle rotte Comune e ditta studiano la soluzione

LANCIANO. Continuano a rompersi le mattonelle del “corso Presentoso”, nei punti che da sempre sono stati definiti critici per via dell'apertura al traffico dell’isola pedonale, all’altezza delle due...
LANCIANO. Continuano a rompersi le mattonelle del “corso Presentoso”, nei punti che da sempre sono stati definiti critici per via dell'apertura al traffico dell’isola pedonale, all’altezza delle due intersezioni e che fin dall’inizio hanno mostrato tutta la loro fragilità. Corso Trento e Trieste evidenzia così le sue ferite aperte nelle intersezioni di via Dalmazia e via De Crecchio, a causa del passaggio continuo di auto, moto e mezzi pesanti. Già dalle prime settimane a seguito del completamento di gran parte dell’opera, si era notato che il dislivello dei due passaggi e il transito ininterrotto dei veicoli, avrebbe presto usurato sia le mattonelle in gres e sia il materiale utilizzato per incollarlo. E così è stato.
Via Dalmazia e via De Crecchio restano le spine nel fianco di un’opera monumentale e di spettacolare impatto scenografico, e che, ridotta così, rischia di tramutarsi in un boomerang. Nei giorni scorsi la ditta esecutrice dei lavori, la Pq Edilizia e strade di Campobasso, è tornata a verificare la tenuta e lo stato dell’opera e a riparare un tratto di mattonelle rotte sul lato di via De Crecchio. Nell’occasione sono state inserite anche delle transenne per salvaguardare la riparazione appena svolta, dal peso di veicoli. L’operazione sarebbe dovuta avvenire anche su via Dalmazia, le cui mattonelle pericolanti erano state anch’esse recintate da transenne, ma non si è fatto in tempo: oltre che a scollarsi, alcune mattonelle si sono proprio spezzate e in parte sono state rimosse.
Da Palazzo di città si fa sapere che l’ufficio tecnico dell’assessorato ai lavori pubblici si sta occupando della manutenzione e della valutazione del problema per risolverlo una volta per tutte. Attualmente le opere di sostituzione, riparazione e sistemazione dei tratti di pavimentazione pericolanti o danneggiati, sono a carico della ditta esecutrice dei lavori e non delle casse pubbliche. La ditta, come da capitolato d’appalto, è tenuta alla manutenzione dell’opera per due anni a partire dalla fine dei lavori e, prima di rilasciare il certificato di regolare esecuzione dell’intervento, deve verificare che tutto sia svolto a regola d’arte. I lavori, tuttavia, non sono stati portati a termine in tutta la superficie del Corso per una causa di forza maggiore: la voragine venutasi a creare il 16 agosto 2018 nella parte bassa dell'arteria, nell’area cosidetta dell’ex Modernissimo.
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