Altri roghi nella notte vicino alla Riserva

Punta Aderci: allarme della Protezione civile, l’intervento dei vigili del fuoco scongiura i danni
VASTO. Il metodo è quello della cosiddetta “goccia cinese”. Tante gocce alla fine scavano. E tanti incendi alla fine rischiano di distruggere la riserva di Punta Aderci. Nuovi focolai sono stati domati martedì sera. I piromani sono tornati in azione qualche minuto prima della mezzanotte. La miccia è stata accesa sulla piana che domina la spiaggia di Punta Penna, a poca distanza dalla casetta di legno che è sede del Punto informazioni. Contemporaneamente altri scellerati hanno acceso le fiamme in altri tre punti della Riserva. Fortunatamente la Protezione civile si è accorta dei nuovi attacchi e ha dato subito l’allarme. I volontari in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, impegnati a spegnere un altro incendio sulla Trignina, hanno soffocato diversi focolai ed evitato al fuoco di divorare altra vegetazione. Poi ci hanno pensato i pompieri a spegnere le fiamme.
Era quasi l’alba quando anche i piccoli focolai sono stati spenti definitivamente. L’area è stata nuovamente bonificata ma la lotta appare impari.
Le ferite della Riserva sono a macchia di leopardo e crescono ogni giorno. Le temperature torride non aiutano. Un grande aiuto potrebbe arrivare dagli stessi fruitori della Riserva. È necessario realizzare una catena di “sentinelle” per evitare che prima o poi gli attacchi riescano a distruggere gravemente il patrimonio naturale protetto. Non solo. Segnalazioni e allarmi tempestivi potrebbero aiutare gli investigatori a scoprire gli autori degli incendi e gli eventuali mandanti. Nella riunione del 17 luglio scorso l’Arci di Vasto, la delegazione Fai, la sezione di Italia Nostra e il Nucleo provinciale di Chieti Guardie Wwf, hanno chiesto un tavolo di concertazione con Comune, forze dell’ordine e associazioni del territorio al fine di mettere insieme e poi coordinare operatività istituzionali ed esperienze dei volontari sul campo, sia in termine di prevenzione e sia di vigilanza. Le associazioni hanno anche chiesto che l’incontro - già richiesto con un altro documento - venga convocato dalle istituzioni preposte nel più breve tempo possibile. (p.c.)
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