Altri tre dipendenti rinviati a giudizio

12 Novembre 2015

LANCIANO. L’inchiesta che ha portato all’arresto ai domiciliari del capocantoniere della Provincia, Agostino Ramondo, che a giorni sarà interrogato e potrà spiegare al giudice la sua versione dei...

LANCIANO. L’inchiesta che ha portato all’arresto ai domiciliari del capocantoniere della Provincia, Agostino Ramondo, che a giorni sarà interrogato e potrà spiegare al giudice la sua versione dei fatti, non è l’unica che ha riguardato i dipendenti dell’ente di Chieti che aveva condotto delle verifiche sul personale esterno nel 2013/14 perché aveva dei dubbi proprio sulla regolare attività che dovevano svolgere alcuni cantonieri. In tre finirono nelle maglie della Procura, gli stessi tre che nel settembre scorso sono stati rinviati a giudizio davanti al collegio - il 2 marzo 2016 - per truffa aggravata continuata, peculato e falsità ideologica. Si tratta dei cantonieri della provincia Michele Caniglia, 52 anni, di Atessa, caposquadra del settore viabilità e manutenzione stradale, che fu posto ai domiciliari per un mese, Biagio Di Biase, 49 anni, di Casalbordino e Benigno Tenaglia, 60 anni, di Casoli denunciati perché coinvolti in un numero esiguo di episodi di assenteismo durante il lavoro rispetto al caposquadra. Caniglia, come nel caso di Ramondo, avrebbe, durante il servizio, dato una mano in una farmacia agrobiologica intestata a un familiare, avrebbe usato mezzi e carburante messi a disposizione dall’ente per scopi personali, come ad esempio per effettuare un trasloco, trasportare legna. I due collaboratori avrebbero, invece, attestato di essere stati impegnati in un servizio di manutenzione stradale il 15 marzo 2014, mentre insieme al caposquadra utilizzavano un mezzo della Provincia per trasportare cose personali. Tutte accuse che dovranno essere dimostrate nel processo in cui i tre potranno spiegare i fatti, ribattere alle contestazioni. (t.d.r.)