Alunni disabili, assistenza tagliata con una lettera

Spunta un documento riservato che cancella il servizio negli asili e nelle scuole Ma l’assessore Di Biase e Di Primio assicurano: è in corso l’esame delle domande
CHIETI. Sono contenuti in una lettera riservata mandata dal Comune alla Chieti Solidale i tagli all’assistenza scolastica per gli alunni disabili. Dal 16 settembre scorso, giorno della riapertura delle scuole, non è ripresa l’assistenza per i disabili garantita fino all’anno scorso. Secondo 5 sigle sindacali, il servizio è stato «eliminato» per risparmiare e tentare di rimettere in ordine i conti disastrati del Comune; non è così per l’assessore alla pubblica istruzione Carla Di Biase e per il sindaco Umberto Di Primio che dice: «È in corso un’esamina dettagliata delle domande». Intanto, i disabili restano ancora senza assistenza e, di conseguenza, agli operatori della Chieti Solidale sono state ridotte le ore di lavoro con stipendi decurtati. Domani alle 17, sindacati e famiglie si incontreranno al Centro ragazzi 2000 di piazza San Pio X «per valutare tutte le iniziative da mettere in campo al fine di ripristinare il servizio a oggi negato».
CACCIA AL DOCUMENTO. Una determina del Comune, la numero 656, stanzia i fondi per l’assistenza: 217.833 euro per l’assistenza in asili, elementari e medie a fronte di 123 domande arrivate in municipio e altri 110.300,50 euro per le superiori (58 domande); pronti anche 18.230,80 euro per il trasporto per asili, elementari e medie (9 domande) e altri 7.100 euro per il trasporto alle superiori (5 domande). Ma, allegato alla determina, c’è un «successivo provvedimento» in cui il Comune detta «le direttive nei confronti della Chieti Solidale circa le modalità di esecuzione del servizio»: è il documento che ha bloccato, finora, l’assistenza ai disabili. Una lettera che i sindacati cercano ma che non riescono ancora a trovare.
CONTRO I SINDACATI. Di Biase si schiera contro i sindacati – «Le loro dichiarazioni non corrispondono al vero», dice – e afferma che l’assistenza è stata «garantita» agli alunni disabili che fruiscono della legge 104, articolo 3 comma 3, cioè i casi più gravi, mentre non è accaduto per la categoria rientrante nel comma 1, i casi meno gravi. Sull’assistenza negata, però, è certo che il Comune è in ritardo: «Si è deciso, in accordo con i dirigenti, di riorganizzare il servizio in base alle priorità», spiega Di Biase dopo la protesta dei sindacati, «le priorità, in particolare, saranno rilevate dalle schede che le stesse scuole ci forniranno, selezionando i casi in cui è sufficiente l’insegnante di sostegno, quelli in cui può intervenire il docente di potenziamento e, infine, dove è necessario l’intervento dell’assistente educativo. I dati forniti dai dirigenti scolastici, sovrapposti a quelli prodotti dal Comune, metteranno in evidenza le necessità».
MAMME IN COMUNE. Ieri l’assessore ha ricevuto un gruppo di genitori in Comune: «Il modus operandi è stato illustrato alle mamme che, giustamente preoccupate, mi hanno contattata e ho ricevuto in assessorato», dice. Di Biase annuncia che non diserterà l’assemblea pubblica convocata dai sindacati: «Parteciperò con documenti e numeri alla mano per fornire ulteriori chiarimenti», dice l’assessore, «mi dispiace oltremodo che intorno ad una problematica così delicata, che vede il coinvolgimento di chi soffre e combatte ogni giorno per vedersi riconosciuti i diritti elementari, si sia creato un ingiustificato allarmismo: alle sigle sindacali che mi avessero chiesto chiarimenti avrei potuto fornire ogni dettaglio in qualsiasi momento, così come fatto con le onlus e le associazioni di soggetti autistici e disabili, i cui presidenti sono totalmente in linea nel definire priorità e metodo lavorativo. L’obiettivo da raggiungere è il perfetto equilibrio tra le esigenze degli alunni con disturbi specifici e il principio di efficienza delle risorse investite dai Comuni. La scuola ha il compito di sostenere i disabili e ancor di più le istituzioni pubbliche come il Comune».

