Amato: ho contribuito alla legge

La deputata Pd: passo avanti sui diritti individuali in uno Stato laico
VASTO. Testamento biologico: Maria Amato, deputata Pd che si è battuta per l’approvazione della legge, saluta con soddisfazione il via libera al provvedimento sul biotestamento. «Ho avvicinato questi temi da anni, anche con percorsi di conoscenza con Mina Welby, Beppino Englaro, o giuristi come Stefano Canestrari, con approfondimento, attraverso il dono della relazione con i malati», dice Amato. La legge si sviluppa intorno al delicato equilibrio tra il rapporto di fiducia medico-paziente e il diritto all’autodeterminazione dell’individuo. I punti nodali: il consenso informato alle cure e le disposizioni anticipate di trattamento (Dat). Libertà di scegliere per sé in un percorso di malattia o per il proprio fine vita. «Nel rispetto delle proprie convinzioni, della fede, si potrà dire sì o no ai trattamenti, scegliere di sospendere una cura anche se si tratta di idratazione o nutrizione artificiale. È giusto che sia così», dice Amato. «La stesura delle dichiarazioni anticipate è facoltativa. Si dà forza al diritto alle terapie del dolore, si contrasta l’abbandono terapeutico superando il concetto di accanimento terapeutico. Dignità nel morire, non eutanasia», sottolinea la parlamentare. «In me c’è soddisfazione e una punta di orgoglio, perché l’articolo 3 sulle Dat, che definisce come trattamento sanitario la nutrizione e la idratazione artificiale e quella che introduce nel percorso di studi di medici, infermieri e psicologi le cure palliative e il fine vita, porta la mia firma. Un passo avanti per i diritti individuali in uno Stato laico. Penso con gratitudine a colleghi come Salvatore Vallone che con lungimiranza, da responsabile del distretto sanitario di Vasto, anticipando i tempi diede spazio a un progetto di formazione e assistenza nelle cure palliative». (p.c.)
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