Amato: la sconfitta del Sì era già nell’aria

6 Dicembre 2016

Referendum. La deputata Pd: la gente chiede giustizia sociale. FdI-An: batosta del Partito democratico

VASTO. «Era nell’aria. Per quanto complesso, il giorno dopo si deve affrontare. E se tutti sono concordi sull’importanza della partecipazione il No ha in sè voglia di condivisione e il grido per scelte di maggiore giustizia sociale: da lì si deve ricominciare, nel Pd e fuori». È condensato in questo breve commento di Maria Amato, deputata del Partito democratico, la delusione di chi ha sostenuto il Sì. Neanche la venuta a Vasto della ministra della salute Beatrice Lorenzin è riuscita ad evitare la debacle. Il 62,77% dei vastesi - una percentuale superiore alla media nazionale - ha votato per il No al referendum costituzionale. Sono stati 22.741 i cittadini che si sono recati alle urne pari ad una affluenza del 68,04 %.

«Una batosta quella che ha preso il Pd di Vasto alle urne, ancor più pesante della scottante sconfitta nazionale», commentano dal circolo di Fratelli d’Italia-An, «il 62,77% dei vastesi ha votato No alla riforma Renzi, nonostante la discesa in città della Lorenzin, del sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli, del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci; e nonostante il sindaco Francesco Menna abbia speso il suo volto assieme alla maggioranza che lo sostiene, a favore del Sì. Il risultato locale del No, di oltre tre punti e mezzo percentuali superiore alla media italiana, certifica che i vastesi iniziano a prendere consapevolezza delle bugie colossali che Menna e i suoi sodali distribuiscono in confezione spray prima di ogni elezione. I cittadini stanno soffrendo le politiche di Menna e di D’Alfonso che produrranno la chiusura del tribunale e il declassamento dell’ospedale. Ora dobbiamo difendere questo territorio e costruire l’alternativa».

Per Domenico Molino, ex consigliere comunale Pd che si è particolarmente speso per il Si al referendum «ha vinto il No, tutto resta uguale nulla cambia e spero però che quanto è accaduto ci faccia riflettere». Per Gabriele Marchese, ex sindaco di San Salvo, oggi consigliere comunale di opposizione, fautore del Sì al «si ricomincia daccapo, con un vecchio copione di cui il Paese in questo momento non aveva bisogno». (a.b.)

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