Amazon condannata: deve evitare le truffe

20 Novembre 2022

Gissi. Bici acquistata sul sito dell’azienda, ma da venditori abusivi. Il giudice: ora rimborsi 500 euro

GISSI. I truffatori del web continuano a mietere vittime. A pagarne le conseguenze però, non sono solo gli acquirenti truffati. Ne sa qualcosa Amazon, condannata dal giudice di pace di Gissi a risarcire un cliente truffato «per non aver adottato adeguate misure atte a evitare la truffa». La singolare vicenda che ha trascinato Amazon davanti al giudice avvenne un anno fa poco prima di Natale. Un 51enne di Gissi decise di acquistare un bicicletta su Amazon pagandola 500 euro. L'acquirente voleva farsi un bel regalo. Non immaginava di avere versato dei soldi ad un abile truffatore che era riuscito ad entrare nella piattaforma. Lo ha scoperto dopo mesi di attesa. La bicicletta non gli è stata mai consegnata. L'uomo si è rivolto ad un legale, l'avvocato Nicola Chieffo, e ha denunciato il fatto. La querelle è finita davanti al giudice di pace di Gissi, Michela Iannetta. Il giudice, dopo aver accolto le ragioni del 51enne, sentite le parti, ha condannato la società di logistica a rimborsare al cliente 500 euro pagando anche 650 euro di spese legali. Una sentenza destinata a fare da apripista.
Il giudice Iannetta ha ritenuto di natura omissiva il comportamento dei responsabili della piattaforma. Nel ricordare un pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il giudice ha ricordato che la regola generale è quella della responsabilità dei provider, che come Amazon offrono servizi di Marketplace. Il falso venditore è entrato nella piattaforma Amazon, interloquendo con l’acquirente come se realmente facesse parte di Amazon. Il modus operandi non ha destato alcun sospetto nel cliente. A giudizio del giudice «Amazon ha omesso l’adozione di adeguate misure atte ad impedire che profili falsi o inserzioni truffaldine potessero operare sulla piattaforma Marketplace». Non solo. Amazon avrebbe dovuto avvisare i clienti intenzionati a fare acquisti tramite la piattaforma, di possibili rischi di truffa. Il giudice ha ritenuto al contrario senza alcuna responsabilità il 51enne il cui comportamento e stato corretto e fedele alle indicazioni «sia quando ha rivolto domande al venditore, sia quando ha preso accordi per le modalità di pagamento, apparentemente regolari, in quanto comunicate attraverso la piattaforma e perciò dotate dell’affidabilità propria delle transazioni commerciali di Amazon». (p.c.)
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