Amianto in ospedale, tornano i forestali

19 Marzo 2019

Ordinanza del Comune: «Cantiere aperto da quattro anni, si deve accelerare con i lavori di rimozione e bonifica»

LANCIANO. Ultimare subito i lavori in ospedale per la rimozione e bonifica amianto. Fare il monitoraggio continuo dei pavimenti usurati. È il Comune a dire basta e a ordinare alla Asl di accelerare con i lavori per la rimozione dell’amianto nella palazzina centrale dell’ospedale Renzetti che vanno avanti da anni a rilento e a spizzichi e bocconi. L’ordinanza, a firma del sindaco Mario Pupillo, è stata fatta il 12 marzo scorso. Ieri in ospedale sono tornati anche i carabinieri forestali per dei sopralluoghi. Tanti i cerchi rossi messi dalla forestale a segnalare mattonelle scheggiate e lesionate, trovate nella direzione sanitaria e negli altri reparti dove c’è il vinil amianto (ossia Pronto soccorso, rianimazione, ginecologia, pediatria) che dimostrano che i lavori sono sempre più urgenti. «È una ordinanza contingente e urgente per accelerare con la bonifica», spiega il sindaco, «perché dopo 4 anni (nel febbraio 2015, la Forestale rilevò la presenza di amianto in bassa concentrazione nei pavimenti della palazzina centrale dell’ospedale ndc) e tre proroghe i cantieri sono ancora aperti e vanno troppo a rilento. Il Comune ha fatto già tre ordinanze e diffide per chiuderli e l’ultima è scaduta il 31 dicembre scorso. Era l’ennesima proroga concessa perché capivamo che gli interventi per la rimozione dell’amianto in un ospedale aperto non erano affatto facili. Ma sono passati 4 anni, ci sono ancora tanti lavori da fare e non si può più aspettare; si parla di materiale cancerogeno se si frantuma e di centinaia di operatori e migliaia di utenti da tutelare».
La Asl ha stanziato 900.000 euro per la bonifica del materiale dal 2015, ma i “lavori veri”, non i rattoppi alla buona e le resinature fatte negli anni, anche di notte, con i degenti spostati nei corridoi, sono partiti solo nell’ottobre scorso con i cantieri aperti nell’ ex Chirurgia, pediatria e in una parte del Pronto soccorso. «Sono ancora fuori dagli interventi direzione sanitaria, radiologia, rianimazione (dove i pavimenti sono quasi tutti incerottati, ndc)», dice Pupillo, «nell’ordinanza abbiamo anche imposto alla Asl i monitoraggi continui delle piastrelle se ci sono spaccature anche minime, se sono deteriorate, il controllo delle concentrazioni di amianto nell’aria, per la tutela dei lavoratori e degli utenti, il monitoraggio visivo, l’uso di stracci umidi e non asciutti per evitare che le polveri si sollevino, la messa della cera sui pavimenti e vogliamo rendiconti mensili». La stretta del Comune sulla Asl è arrivata e potrebbe portare a sanzioni ma anche a un intervento diretto dell’amministrazione. Questa potrebbe “spodestare” una azienda lumaca come dimostrano i rilievi e i bollini rossi della forestale, i pavimenti rattoppati e i cantieri ancora aperti.
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