Amianto in riva al Sangro Il sindaco va in Procura

Lanciano. Circoscritta dal Comune l’area con 300 lastre di eternit abbandonate Zeppetti (Arci Pesca): segnalazione di 9 mesi fa. Pupillo: danni economici ingenti
LANCIANO. Sono arrivati i “sigilli” del Comune di Lanciano a delimitare l’area nella zona industriale di Serre e Cerratina, a ridosso del fiume Sangro, dove è stata trovata una discarica abusiva di oltre 300 lastre di eternit deteriorato e a pochi passi dall’acqua. Dopo la denuncia dell’associazione Nuovo Senso Civico che si è imbattuta dietro segnalazione di alcuni cittadini nell’ennesimo scempio ambientale, la macchina comunale si è messa in moto. In realtà Palazzo di città era già a conoscenza dell’area e del potenziale pericolo di dispersione di polvere di amianto e da qualche giorno si stava attivando per una iniziale supervisione e caratterizzazione del sito. Ieri mattina l’area coinvolta dal ritrovamento è stata delimitata con nastro rosso e bianco e la scritta “Avviso, presenza di rifiuti presumibilmente contenenti amianto”.
LA DENUNCIA DI ARCI PESCA. Ma che sul greto del Sangro ci fosse un effettivo pericolo di dispersione di amianto e un quantitativo imponente di lastre di eternit non è una novità. Lo racconta Giuseppe Zappetti, presidente provinciale di Arci Pesca, associazione di volontari composta da 37 guardie particolari giurate con mansioni di guardie ittiche ambientali che controllano costantemente l’ambiente ittico fluviale di un’ampia parte del territorio provinciale che coinvolge fiumi e corsi d’acqua. «Avevamo denunciato questa situazione con foto, riferimenti e coordinate geografiche già a luglio 2017», spiega Zappetti, «abbiamo scritto a tutti: Forestale, Arta, Asl, Polizia provinciale, Regione, Provincia di Chieti, Noe. Quando abbiamo letto i giornali siamo rimasti sorpresi. Finora nessuno ci ha mai comunicato nulla sulla nostra segnalazione, né ci hanno chiamati per testimoniare o localizzare la zona».
IL PERICOLO DISPERSIONE. Nessun intervento, eppure il rischio che sostanze volatili altamente nocive per la salute umana (il contatto con la polvere di amianto provoca mesotelioma pleurico, cancro che non dà scampo, con un periodo di incubazione di 20/30 anni) si disperdessero nell’ambiente resta molto alto. Tanto che già a luglio l’Arci Pesca chiedeva di interdire l'area ai pescatori. «Io stesso», prosegue Zappetti, «dopo la segnalazione ho vietato ai miei agenti di andare sul posto». In tutto questo tempo l’eternit, esposto alle intemperie, si è sgretolato e diverse lastre sono finite in acqua in seguito alla piena del Sangro dello scorso inverno.
LA DENUNCIA IN PROCURA. «Faremo un esposto in Procura», annuncia il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, «questi atti delittuosi danneggiano tutta la comunità, sia per l’altissimo rischio sanitario e ambientale e sia per il danno economico. Per bonificare materiale pericoloso come l’amianto siamo costretti a indire bandi di gara e a sborsare decine di migliaia di euro che vanno a finire tra i debiti fuori bilancio e poi sulla Tari».
ARTA E ASL. Per Alessandro Lanci, di Nuovo Senso Civico (Nsc), chi è chiamato a intervenire per bonificare le discariche di amianto e in particolare questa, che rischia di essere una bomba ecologica, sono Arta e Asl. «Oltre agli incivili e a chi attenta all’ambiente, la responsabilità di certe situazioni», prosegue l'esponente di Nsc, «è anche nel colpevole ritardo di un’attività legislativa a tutela della salute dei cittadini che fa vergognosamente pesare sui cittadini i costi per lo smaltimento del killer silenzioso: l’amianto. Ci lamentiamo dell’aumento della Tari: segnaliamo e fotografiamo chi abbandona rifiuti per strada o nell’ambiente e quei costi e le responsabilità penali di quei gesti saranno a carico dei veri responsabili».
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