Amianto, Ortona scippata dell’ecoristoro

12 Maggio 2014

La Regione annulla la somma, Coletti e Scarlatto pronti a ingaggiare la battaglia della discarica

ORTONA. Non c'è più l'ecoristoro per il Comune di Ortona, per la presenza sul territorio, precisamente in contrada “Taverna Nuova”, della discarica di materiale contente amianto. Come mai? La Regione, attraverso la delibera di giunta del 17 marzo 2014, la 171, ha revocato le precedenti delibere regionali che stabilivano per i Comuni che “ospitano” impianti di rifiuti urbani un contributo ambientale, il cosiddetto ecoristoro. Ad allarmarsi della situazione che di fatto coinvolge il territorio ortonese, il segretario cittadino del Pd, Alessandro Scarlatto e il capogruppo consiliare del Pd, Tommaso Coletti. La giunta regionale ha agito anche basandosi su una sentenza della Corte Costituzionale del 2011 riguardante, però, la regione Piemonte e che secondo i duei non c'entra molto con il caso Abruzzo.

«E' una delibera molto sospetta assunta sotto elezioni», dice Coletti, «nel momento in cui il Comune di Ortona ha forzato un po' la mano sull'effettivo adempimento e rispetto delle prescrizioni da parte della società che gestisce l'impianto che raccoglie materiale contenente amianto. Prescrizioni che provengono, oltretutto, dalla stessa regione Abruzzo».

«Che senso ha tutto questo?», aggiunge Scarlatto, «con questa delibera saranno sottratti soldi che sarebbero arrivati ai residenti della zona dove esiste la discarica d'amianto».

La questione è che la Regione, a suo tempo, non ha quantificato l'ecoristoro, lasciando alla società di giungere a un “accordo volontario” inerente l'ecoristoro. C'è stato un “braccio di ferro” tra le parti che alla fine non ha portato da nessuna parte visto che l'accordo non è stato mai raggiunto e con gli ultimi provvedimenti pare che si sia dato un bel “colpo di spugna” alla trattativa. I due esponenti del Pd stanno pensando di convocare, a stretto giro, un consiglio comunale ad hoc su questo tema delicato. E sicuramente sarà impugnato dal Comune di Ortona il deliberato regionale e se si avrà un esito positivo, l'amministrazione del sindaco, Vincenzo D'Ottavio, questa volta metterà veramente alle “strette” la società che si occupa della discarica: «O paga quanto ci è dovuto o parte l'ordinanza di sospensione dell'attività», concludono Scarlatto e Coletti, «l'eco-compenso è una prescrizione fondamentale, così come lo studio epidemiologico che non è stato ancora effettuato». (l.s.)