Amianto, pensioni più alte a sette operai

12 Luglio 2016

Il giudice Radoccia accoglie il ricorso di ex lavoratori dell’ex Magneti Marelli. Giangiacomo: «Vinto in una corsa a ostacoli»

VASTO. Decine di persone venute a contatto con l’amianto. Qualcuno è morto. Ieri una importante vittoria giudiziaria grazie alla determinazione della Cgil e grazie al giudice del lavoro Italo Radoccia. A Vasto il giudice ha pronunciato 7 sentenze favorevoli per ex lavoratori Magneti Marelli, poi divenuta Denso. «Nonostante i l ginepraio legislativo sulla decadenza dai benefici riconosciuti per chi ha lavorato a contatto con la fibra killer, gli ultimi ricorsi intentati per i riconoscimenti pensionistici dovuti per esposizione ultra decennale all’amianto hanno avuto relative sentenze di accoglimento dal parte del giudice del lavoro Radoccia», conferma l’avvocato Fabio Giangiacomo, che ha curato il contenzioso. «Negli ultimi anni», aggiunge il legale, «l’evolversi della legislazione in materia ha trasformato l’esercizio di quel diritto in una corsa ad ostacoli con termini e formalità contraddittorie che hanno messo in difficoltà gli operatori e scoraggiato i lavoratori nell’intraprendere la tutela delle proprie ragioni».

Gli addetti della ex Magneti Marelli di San Salvo per vent’anni, dal 1972 al 1992, hanno lavorato a contatto con la resina di amianto, sostanza ad altissimo rischio per la salute. A febbraio del 2003 fu inoltrata la richiesta all’Inps per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto. Da soli questi lavoratori e senza alcun sostegno hanno avuto ragione nei diversi gradi di giudizio, nei confronti dell’Inail e dell’Inps. Hanno subito anche parziali sconfitte come l’archiviazione del processo penale per le morti da amianto, ma non si sono arresi. «In particolare», spiega l’avvocato Giangiacomo, «un plauso va espresso ai lavoratori che hanno proposto il ricorso nonostante un orientamento contrario della Corte d’appello dell’Aquila che considera già decadute le procedure iniziate dopo il 2008 o dopo tre anni dal pensionamento, con conseguente rischio del pagamento delle spese legali. L’esito positivo di queste sette vertenze vedrà premiato il coraggio e la determinazione dei lavoratori con un aumento della pensione fino al massimo del loro tetto contributivo», annota il legale. La giustezza delle procedure amministrative intraprese è stata prima avallata dalla Cassazione e, di recente dalla Corte d’appello, che applicando il giusto termine di decadenza, ha cambiato orientamento.

Sul tema amianto nell’ex Magneti Marelli la Cgil con altre sigle sindacali ha dapprima allargato l’originaria platea degli aventi diritto, poi ha difeso i lavoratori esclusi vincendo anche pretesi ostacoli procedurali.

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