Amianto tra resti e calcinacci dell’ex Scientifico abbattuto

15 Febbraio 2017

I carabinieri forestali sequestrano l’area dove sorgeva la scuola e che ora è diventato un cantiere edile L’allarme partito dai residenti. Denunciati titolare dell’impresa e chi stava effettuando la demolizione

LANCIANO. Sono stati messi sotto sequestro dalla Forestale, a scopo precauzionale, due siti in cui si presume la presenza massiccia di amianto. I sigilli sono stati posti nell’area, ormai divenuta un cantiere per la realizzazione di palazzine a scopo abitativo, dell’ex liceo scientifico. Il sequestro è scattato anche in un altro sito di cui però la Forestale non rivela l’ubicazione. Le indagini sono partite a seguito di una segnalazione e della successiva verifica da parte di tre agenti della locale stazione della Forestale. In mezzo ai frammenti di calcinacci hanno rinvenuto numerosissimi pezzi di onduline e tubi di canaline presumibilmente in amianto. A verificare ed accertare che si tratti effettivamente del minerale cancerogeno sarà l’Arta, a cui sono stati inviati dei campioni. Intanto sono scattate due denunce al legale rappresentante dell’impresa di costruzione e a chi stava effettuando i lavori di demolizione, per violazioni del Tua (Testo unico ambiente) e dell’articolo 248 del decreto legislativo 81 del 2008 che stabilisce che «prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore di lavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ogni misura necessaria volta ad individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto d’amianto. Se vi è il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, si applicano le disposizioni previste dal presente capo».

Dubbi sulla presenza dell’amianto, soprattutto delle polveri che si sollevano in caso di rottura, li hanno i residenti dell’area. Attorno a quello che è stato anche un opificio del complesso industriale dell’ex calzificio Torrieri (per il quale si attende da anni che vada in porto il programma di riqualificazione del Comune) ci sono alcuni palazzi e i condomini chiedono chiarezza. I sigilli preventivi posti dai carabinieri forestali si notano come i resti della struttura sventrata nella parte dove un tempo c’erano le aule dell’ex liceo, mentre è già a terra quella che ospitava la presidenza e poi la sede della Provincia. Ed è tra il materiale di risulta poggiato nel piazzale dove sorgevano le palazzine, che potrebbero celarsi le fibre di amianto. Che in città è presente anche in altre strutture tra cui i box dei cavalli all’ex ippodromo, che si trovano proprio di fronte all’ex Torrieri. La rimessa ha i vetri in frantumi ma la copertura pare reggere. È situata in un’area dove l’eternit imperversava visto che accanto, in via Del Mancino, c’è il deposito della Sangritana che è stato una bomba ecologia per decenni visto con i suoi duemila metri quadrati di amianto come tetto. Il materiale è stato smantellato nel 2015. Altra zona a rischio quella di via Brescia. Qui il 18 gennaio è crollato il tetto, in eternit, di un capannone che ospitava una palestra. I residenti hanno allertato le forze dell’ordine e il Comune ha chiesto la rimozione del materiale entro il 23 febbraio. Poi c’è la palazzina centrale del Renzetti da sistemare. Fu un altro blitz della Forestale, il 4 febbraio 2015, a rilevare la presenza di vinil-amianto (specie crisolito) in bassa concentrazione nei pavimenti degli uffici della direzione sanitaria, del Pronto soccorso, della Ginecologia e ostetricia, di Pediatria, Rianimazione e Radiologia. La Asl ha stanziato oltre un milione di euro per la bonifica che va a rallentatore. Infine c’è la palestra dei funai chiusa da più di due anni per mancata agibilità e presenza di amianto. (d.d.l. e t.d.r.)

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