Anche il figlio di 6 anni tolto al papà orco

Dopo la denuncia della secondogenita 14enne che ha fatto arrestare il genitore, il fratellino trasferito in un istituto
VASTO. Il papà adesso è in carcere ma quello che ha fatto ha lasciato segni indelebili nel corpo, ma soprattutto nella sua mente. La ragazzina di 14 anni vittima della violenza paterna, la quale ha avuto il coraggio di raccontare il suo calvario, sconta problemi di natura cognitiva e psichica. Di lei si occuperanno persone preparate che cercheranno di ridarle il sorriso. Persone come l’insegnante che l’ha aiutata a ritrovare la voglia di vivere. Il padre, secondo gli investigatori, controllava totalmente la vita della figlia. È stata l’estrema sofferenza della ragazzina a far scattare la sua volgia di rivalsa. E questa volta, grazie alle intercettazioni, il padre non ha potuto far ritrattare la figlia come era accaduto cinque anni fa per la sorella maggiore. Il gip del tribunale di Vasto ha convalidato l’arresto dell’uomo. Presto il 46enne lascerà il carcere di Torre Sinello per essere trasferito altrove, in attesa del giudizio.
La vicenda ha inevitabilmente provocato l’intervento del Tribunale per i minori. I magistrati aquilani hanno disposto d’ufficio il trasferimento del figlioletto di sei anni dell’arrestato in una casa famiglia. Anche la nipotina di 2 anni, figlia della primogenita di 19 anni, è stata affidata ad una casa famiglia. Il dirigente del commissariato, Alessandro Di Blasio, non aggiunge altri particolari alla vicenda. «Adesso è necessario tutelare le vittime. Dell’accusato si occuperanno i giudici», dice il vice questore aggiunto. L’indagine, supportata da intercettazioni e pedinamenti, ha fatto emergere un quadro davvero desolante, in un ambito familiare dilaniato. Alcuni episodi raccontati dalle vittime sono raccapriccianti. Gli investigatori, però, sono ancora al lavoro. La storia è stata scoperta perché finalmente a Vasto la quattordicenne ha trovato persone che la stavano a sentire. In realtà il suo dramma pare che durasse da tempo. Almeno 3 anni per lei. Addirittura 8 per la primogenita. L’accusato, di origini campane, ha svariati precedenti penali a suo carico.
«Ha avuto problemi per reati contro il patrimonio, ma questa è un’altra storia», dice Di Blasio. L’aggiunta delle due ultime gravi contestazioni al curriculum potrebbero costargli cara. Il difensore è un noto penalista napoletano il cui nome viene coperto dal riserbo. Pare intenzionato a dare battaglia. Anche perché l’accusato si dichiara innocente e parla di equivoci. La vicenda giudiziaria ruoterà attorno a perizie e incidenti probatori. «L’importante è ridare la serenità ad una ragazzina che solo ora si affaccia alla vita di cui ha già dovuto conoscere il lato peggiore», commentano gli investigatori.
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