Anche il Papa amava il Miserere

21 Febbraio 2016

La nostra storia: le straordinarie foto di Wojtyla che china il capo davanti al coro e ai musici teatini

CHIETI. C'è un evento, legato alla storia della nostra città, che rischia di perdersi per sempre dalla memoria collettiva. Siamo in Quaresima, vale la pena riportarlo alla luce.

Giubileo del 2000, mercoledì santo: nove autobus partirono da Chieti per partecipare all’udienza generale di Papa Giovanni Paolo II. Trasportavano i componenti del Sacro Monte dei Morti, guidati da Paolo Quinzio che aveva organizzato la trasferta romana con i violinisti ed i cantori del coro del Miserere. In tutto 450 persone che vissero un’esperienza indimenticabile a stretto contatto con il Papa destinato ad essere chiamato agli onori degli altari.

Già nel corso della udienza avvenne un fatto eccezionale che ruppe il cerimoniale solitamente applicato nella Sala Nervi. Dopo il saluto che papa Wojtyla rivolse alla comunità teatina, citando Chieti, il Sacro Monte dei Morti, musicisti e cantori, si levò il canto del Miserere di Selecchy per un minuto, come era stato concordato con il responsabile del cerimoniale. Nella grande sala delle udienze papali per tutti i partecipanti fu un momento straordinario e commovente.

Finita l'udienza il folto gruppo, sempre guidato dal responsabile del cerimoniale, venne invitato ad attendere il passaggio del Papa, al quale l'avvocato Quinzio doveva dare un omaggio a nome del Sacro Monte dei Morti e della città teatina.

Sarebbe dovuto essere, almeno per come era stato concordato sempre con il responsabile del cerimoniale, un incontro fugace: il tempo di concedere il dono durante il passaggio di papa Wojtyla. Ma i fatti non si svolsero così. C'è una foto, che pubblichiamo, che racconta il momento in cui il gruppo di teatini in attesa vide arrivare, quasi piegato in due e appoggiato ad un bastone, la bianca figura del Papa. E fu, raccontano ora i protagonisti di quella giornata, un momento di grandissima emozione. Papa Wojtyla raggiunse il gruppo e si accomodò su una sedia che gli venne portata, avendo a fianco il cardinale Vincenzo Fagiolo e monsignor Edoardo Menichelli, allora arcivescovo di Chieti. Ricevette il dono ma avanzò la richiesta di un altro dono dalla comunità teatina: riascoltare il Miserere. Giovanni Paolo II, raccontano i testimoni di questo straordinario momento, ascoltò con attenzione lo struggente canto che accompagna la processione del Cristo Morto, la più antica d'Italia, che si svolge a Chieti il venerdì che precede la domenica di Pasqua.

Fu anche il cardinal Fagiolo a mostrare una forte commozione. Quel canto, quel ricordo della Processione che tante volte da arcivescovo lo aveva visto protagonista, rappresentò anche per lui un grandissimo regalo. Vincenzo Fagiolo morì nel settembre di quello stesso anno, e lasciò detto di voler essere tumulato nella Cattedrale di Chieti. Aveva 82 anni. Gli eventi di quel mercoledì santo furono anche per lui uno splendido regalo. Come per tutti coloro che ebbero la fortuna di parteciparvi e per tutta Chieti. (g.d.t.)