Anche la Lega si allinea ai primari Appello a Verì: ora svolta alla Asl

I 4 consiglieri appoggiano la protesta dei medici: «Sono loro a guidare l’ospedale, non il manager» Domani il vertice tra camici bianchi e assessore regionale: «No alla demolizione, presidio da salvare»
CHIETI. Sul futuro dell’ospedale teatino, anche i consiglieri comunali della Lega si schierano con i primari contro il direttore generale della Asl. I consiglieri scrivono all’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, esponente della Lega, chiedendo di bloccare il progetto del direttore Thomas Schael di abbattere un pezzo di ospedale (il corpo C). La lettera-appello è firmata da tutti e quattro i consiglieri della Lega, due dei quali sono medici: oltre al capogruppo Mario Colantonio e all’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, a firmare la lettera sono stati anche il medico di base Emma Letta e l’ex presidente del consiglio comunale Liberato Aceto, responsabile del Centro di chirurgia dell’obesità del Santissima Annunziata.
LETTERA-APPELLO La lettera arriva alla vigilia del primo incontro, fissato per domani, tra l’assessore regionale, il comitato dei primari (rappresentato da Felice Mucilli, Leonardo Mastropasqua, Francesco Cipollone, Franco Michelino Fiore, Patrizia Di Gregorio e Marcello Caputo) e il direttore Schael. All’ordine del giorno c’è la richiesta dei primari di fermare l’abbattimento del corpo C, costruito con cemento impoverito e quindi a rischio di crollo.
LA LEGA CON I PRIMARI «Cara Nicoletta», inizia la lettera, «ci rivolgiamo a te perché non solo sei colei che ha la delega competente in giunta regionale, ma anche e soprattutto perché hai saputo dimostrare in ogni circostanza la capacità di ascoltare le istanze del territorio e di saper trovare sintesi». I consiglieri sottolineano subito come la rivolta dei primari, per la prima volta tutti uniti, sia ospedalieri che universitari, sia qualcosa di totalmente inedito, mai successo nella storia dell’ospedale teatino: «È un fatto a nostro avviso epocale», dicono infatti, «per la prima volta tutto il corpo sanitario del nostro nosocomio si trova unito e compatto a richiedere una decisione che non può essere elusa. Sono stati superati anche quelle vecchie divisioni che, a volte, vedevano divisi i medici ospedalieri dagli universitari. E, tutti insieme, guidati addirittura dal rettore Sergio Caputi, chiedono a gran voce, con correttezza nei termini ma con determinazione nel contenuto, una scelta chiara e netta. La loro richiesta è assolutamente giusta», sottolineano i consiglieri Lega, «sono loro che quotidianamente vivono quella realtà, sono loro che quotidianamente assistono alle necessità e sofferenze della nostra popolazione, sono loro che si dedicano con abnegazione alla tutela della nostra salute, sono loro che hanno fatto una scelta di vita per questa missione e hanno scelto di svolgerla nel nostro nosocomio: non sono di passaggio come i direttori generali, che magari, dopo qualche anno, si trovano a dirigere strutture diverse in regioni diverse dalla nostra».
CONTRO LA ASL La posizione della Lega è netta: «Loro sono quelli che invece con competenza e con responsabilità ti dicono e ci dicono che, se andasse avanti il progetto della direzione generale, il nostro ospedale non potrebbe più assolvere a quel fondamentale ruolo di assistenza sanitaria e di didattica universitaria per tanti anni a venire e forse per sempre, che invece», concludono Colantonio, Di Stefano, Letta e Aceto, «con merito e con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, attualmente svolge».

