Anche Magnacca prepara la pasta

San Salvo rievoca la sfilata delle “some”: il primo cittadino alle prese con le sagne
SAN SALVO. La tradizione racconta la storia di un popolo. Per questo San Salvo tiene moltissimo alle sue tradizioni. Ieri mattina, si è ripetuta la sfilata annuale delle “Some”, di cavalli e trattori. I mezzi agricoli hanno trasportato sacchi di grano (le some) al mulino per la macinatura. La farina servirà a preparare le sagne di San Vitale. «Una sfilata ricca di significati e di pathos, perché affonda le radici - con i ricchi ornamenti floreali e artistici - nella cultura religiosa e popolare locale, anche precedente l’arrivo delle reliquie di San Vitale a San Salvo e perché coinvolge emotivamente tutte le generazioni fino alle nuove», spiega in una nota l’amministrazione comunale.
Al termine della sfilata per le vie cittadine e dopo la benedizione le sagne cucinate vengono distribuite e consumate in un pranzo collettivo a cui partecipano non solo i conduttori delle “some” ma molti cittadini e ospiti. Le sagne vengono preparate da volontari, soprattutto donne, e bollite nei classici “cottori” di rame dai componenti del Comitato festa, tra cui lo stesso don Raimondo Artese, sacerdote della parrocchia di San Giuseppe. «Il condimento di una volta era di solo pomodoro, oggi è diventato un ragù leggero e sul piatto si spolvera anche del formaggio grattugiato», racconta in Comune. La tradizione di mangiare sagne in piazza è recente: fino a una ventina di anni fa venivano preparate e consumate nei mulini dove erano portate le “some”. A preparare le pietanze ieri c’era anche il sindaco, Tiziana Magnacca. (p.c.)
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