Andrea morto sul lavoro a 21 anni: aperta un’inchiesta per omicidio colposo

La tragedia di Scerni. Andrea Di Risio era uno studente universitario: lavorava alla cantina sociale da stagionale. La procura di Vasto ha avviato l’inchiesta: già ascoltati i colleghi
SCERNI. Ancora pochi minuti e sarebbe tornato a casa, al termine del turno notturno di lavoro alla Cantina San Panfilo di Scerni. Purtroppo, ieri mattina presto, non è andata così: Andrea Di Risio, appena 21 anni, studente universitario, è morto mentre stava lavorando. Uno studente che, da stagionale, voleva guadagnare un po’ di soldi finisce per allungare l’elenco dei morti sul lavoro. La tragedia di Andrea è l’ennesima: in pochi giorni, in Abruzzo si contano tre morti e due erano troppo giovani. Lo era Andrea, studente alla facoltà di Scienze motorie dell’università d’Annunzio di Chieti, ormai prossimo alla laurea, e lo era anche un altro ragazzo che si chiamava come lui, Andrea Moretti, il 22enne di Crognaleto morto nella notte tra il 22 e il 23 settembre per una caduta fatale durante i lavori all’impianto luci del Colosseo, a Roma. Martedì scorso, è morto anche un operaio di 56 anni rimasto ferito dieci giorni prima in un cantiere di Cagnano Amiterno a causa di una caduta dall’alto. E mentre i sindacati chiedevano più sicurezza sul lavoro dopo gli ultimi incidenti, anche dal palco della 76ª Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro, organizzata dall’Anmil a Roseto, è arrivata un’altra tragedia.
La comunità di Scerni è incredula e addolorata. Il sindaco Daniele Carlucci ha proclamato il lutto cittadino: «Questa immane tragedia chiede da parte di tutti noi il massimo rispetto e il silenzio. È il momento del dolore e del raccoglimento, non quello di cadere in giudizi sommari o critiche affrettate: non è questo il nostro compito». «Una tragedia che colpisce profondamente l’intera comunità abruzzese», questo il cordoglio del presidente della Regione Marco Marsilio.
Secondo la prima ricostruzione, mentre il 21enne stava pulendo un silos sarebbe stato urtato da una cosiddetta “vite senza fine”, una coclea a forma di chiocciola del macchinario che ruotava nel serbatoio. Il giovane sarebbe stato colpito alla testa. Un colpo risultato fatale.
La Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta, al momento ancora contro ignoti, per il reato di omicidio colposo. Ad indagare sono i carabinieri di Scerni, coordinati dal comandante della Compagnia di Atessa, il tenente Francesco Giovine.
La tragedia è avvenuta poco prima delle 6: Andrea , lavoratore stagionale con regolare contratto, stava pulendo un vinificatore sopraelevato per rimuovere i residui delle lavorazione. A poca distanza c'erano altri lavoratori. Il clima di lavoro era normale, tutto come al solito e nulla faceva presagire quello che sarebbe accaduto di lì a poco. All'improvviso però qualcosa è andato storto e il macchinario ha colpito il giovane alla testa. Andrea, che a novembre avrebbe compiuto 22 anni, è morto sul colpo. Inutili i primi soccorsi prestati dai colleghi e le richieste d'aiuto. Sul luogo dell’incidente sono arrivati i carabinieri, gli operatori del 118, i vigili del fuoco e poi responsabili dell'Ispettorato del lavoro e della Asl. Il 118 non ha potuto far nulla: troppo profonde le ferite riportate dal 21enne.
La salma del ragazzo dopo una prima ispezione cadaverica, su disposizione del sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti in attesa dell'autopsia. Lunedì mattina in procura è previsto il conferimento dell'incarico al medico legale Pietro Falco.
I carabinieri nel frattempo hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e chiarire le cause che hanno portato alla morte del giovane. Già ascoltati i colleghi che si trovavano nella cantina al momento della disgrazia. Analizzato il silos e il meccanismo costato la vita a Di Risio. Il grosso serbatoio è stato posto sotto sequestro e l'attività della cantina è stata sospesa: una autocisterna arrivata da Siena per caricare il vino è ripartita vuota.
Profondamente addolorati i 700 soci della cantina la cui attività si è fermata in un momento di grande lavoro per il settore.
Anche il sindaco Carlucci ha raggiunto la Cantina sociale San Panfilo: «Oggi, più che mai, Scerni deve dimostrare di essere una comunità matura, capace di fermarsi e di stringersi attorno a chi soffre. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza anche alla governance e a tutti i lavoratori della Cantina di San Panfilo, consapevoli che questo dramma sconvolge profondamente anche l'azienda e la sua realtà produttiva».
Andrea lascia i genitori, Massimo Di Risio, dipendente della Nsg Pilkington, e Alessandra.
Con quest’altra tragedia sale a 9 il numero delle vittime di incidenti sul lavoro registrate in Abruzzo dall'inizio del 2026: un bilancio che riporta l'attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. E si moltiplicano gli appelli dei sindacati che invocano formazione e controlli per fermare la lunga scia di incidenti. Proprio domenica scorsa, è stata celebrata la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro: sono 498 in tutta Italia.

