Anestesista trasferito Il Pd di Atessa non ci sta

La decisione di ridurre il servizio dello specialista a soli due giorni la settimana fa infuriare il partito di Paolucci: «Inaccettabile riduzione dell’attività del presidio»
ATESSA. Continua la spoliazione dell’ospedale San Camillo che perde servizi e vede ridursi quelli già presenti. A schierarsi contro le decisioni della Regione questa volta è il circolo Pd, stesso partito del presidente Luciano D’Alfonso e dell’assessore alla sanità Silvio Paolucci. «Il circolo Pd di Atessa a fronte della notizia apparsa sulla stampa circa la riduzione della presenza dell’anestesista presso il San Camillo a soli due giorni a settimana, con conseguente riduzione delle attività diagnostiche e ambulatoriali, esprime l’assoluta contrarietà a quest’ulteriore inaccettabile riduzione delle attività presenti nel presidio di Atessa. I problemi legati alla carenza di personale e ai pensionamenti non possono essere risolti a discapito del San Camillo».
Il Pd è contrario a questa e alle altre riduzioni, definite inaccettabili, delle attività dell’ospedale atessano. Oltre a un dissenso il circolo del Partito democratico chiede senza giri di parole «l’immediata revoca del provvedimento e l’immediato interessamento della direzione generale e del commissario ad acta (D’Alfonso, ndc) perché non vi sia alcuna ulteriore riduzione delle attività del San Camillo de Lellis per qualsiasi ragione sino alla sua definitiva riconversione. Riconversione che, e lo ribadiamo con forza, dovrà prevedere un potenziamento dei servizi offerti e la chirurgia ambulatoriale garantendo sicurezza ed efficienza». Ad Atessa dallo scorso novembre gli anestesisti sono passati, per un trasferimento a Lanciano, da tre a uno. L’unico rimasto, adesso, sarà presente solo due giorni la settimana. Già allora il sindaco Nicola Cicchitti si era scagliato contro la scelta: «Oltre a infermieri e chirurghi, ora ci “rubano” anche gli anestesisti». Si disse che la decisione serviva per far aumentare a Lanciano gli interventi operatori. Dal 2 novembre ad Atessa c’è un solo anestesista in servizio che ha coperto solo il turno di mattina per garantire solo piccoli interventi ambulatoriali. Il 30 marzo 2015 furono chiuse anche le sale operatorie. Il futuro per Atessa è un ospedale di territorio, cosa che era già stata commentata così da alcuni medici del San Camillo: «La trasformazione dell’ospedale di Atessa in un presidio territoriale di prossimità non solo mortifica le professionalità ma penalizza un vasto territorio che ha già subito depotenziamenti negli anni passati». Questa nuova spoliazione avviene a pochi giorni dal tavolo sulla riorganizzazione della sanità abruzzese che si terrà a Roma martedì 19: sarà quella la data nella quale si sapranno molte cose anche sull’ospedale di Atessa.
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