Anestesisti spostati da Lanciano a Vasto Il Pd: noi penalizzati
LANCIANO . «La carenza di anestesisti al San Pio non si risolve spostandovi quelli del Renzetti. Non si risolve il problema del day surgery a Vasto chiudendo quello di Lanciano e penalizzando le...
LANCIANO . «La carenza di anestesisti al San Pio non si risolve spostandovi quelli del Renzetti. Non si risolve il problema del day surgery a Vasto chiudendo quello di Lanciano e penalizzando le attività chirurgiche cittadine. Si faccia un concorso ad hoc per l’ospedale vastese e non ordini di servizio che non risolvono il problema, ma ne creano altri». È il segretario cittadino del Pd Rosetta Madonna a intervenire sulla carenza di anestesisti a Vasto che la Asl ha “risolto” con un ordine di servizio con cui manda i medici del Renzetti a coprire le ore al San Pio, per far riaprire la day surgery. «È una decisione che provoca una grave penalizzazione delle attività chirurgiche dell’ospedale di Lanciano», dice Madonna, «determinerà la sospensione del day surgery al Renzetti, del servizio ambulatoriale della terapia del dolore e costringe i nostri medici a sopportare doppi turni per assicurare l’attività programmata. L’ordine di servizio è una procedura per eventi imprevedibili e temporanei, concentrato in un breve periodo di emergenza, mentre la delibera in oggetto parla di non meno di tre mesi. Sicuramente la situazione dell’ospedale di Vasto mostra carenza di anestesisti ormai strutturale, aggravata dalla rinuncia di 8 vincitori di concorso a recarsi al San Pio. Si faccia un concorso ad hoc perché altrimenti la coperta resta sempre troppo corta». Inoltre il Pd fa notare che l’ordine di servizio serve per il day surgery che non è un servizio essenziale, non è inserito nei Lea e che si “sfruttano” gli anestesisti di Lanciano anche per i turni prefestivi e festivi al San Pio, generando un ulteriore carico di lavoro. «A Lanciano sono in servizio 15 unità sulle 18 previste», riprende il Pd, «queste unità vengono dirottate a Vasto, prima ad Atessa, e hanno accumulato 1.500 giorni di ferie non godute. In sintesi si spostano dei dipendenti, da un ospedale all’altro senza prevedere la copertura dei turni che vengono inevitabilmente lasciati scoperti nell’ospedale di provenienza, e si priva del diritto di effettuare giorni di ferie legittimi. A Lanciano se le attività non sono state ancora del tutto sospese è unicamente per l’impegno e il sacrificio di medici e infermieri. Ma quanto potrà durare ancora?».(t.d.r.)

