Antenna vicino al nido, è polemica

Dovrebbe nascere a Madonna del Freddo, Costa: «C’è l’asilo, sarebbe pericoloso»
CHIETI. Il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa firma una interrogazione su una nuova antenna 5G che dovrebbe sorgere a Madonna del Freddo, proprio vicino al nuovo asilo nido che l’amministrazione comunale vuole aprire dal prossimo settembre dandolo in gestione ai privati e anche al carcere.
L’antenna 5g veicola una rete di quinta generazione e sono sempre di più le città che sono coperte da questa nuova tecnologia che promette di rivoluzionare il modo di accedere a internet.
«Sono stato contattato dai cittadini che risiedono in via Ettore lanni e nel nuovo complesso abitativo in via Nicola Buracchio», scrive, «i residenti mi hanno riferito che una società di telefonia mobile è interessata a installare un'antenna nei pressi dell’asilo nido Bambi e del carcere di Madonna del Freddo, oltre che a ridosso del nuovo complesso abitativo Abitare Abruzzo costituito da circa 150 appartamenti». Il capogruppo Costa chiede dunque se le notizie arrivate dai residenti del quartiere risultino veritiere.
Se così fosse, la collocazione dell’antenna, dice, «rappresenterebbe insieme un danno ma anche una beffa per chi ha acquistato appartamenti e villini, oggi in fare di rifiniture, e anche di interventi relativi alla viabilità. Mi permetto a questo punto di esprimere anche diverse perplessità a riguardo della sicurezza del carcere, dove oggi i controlli sono fatti con impianto di video sorveglianza, con l'uso di onde elettromagnetiche, che possono essere messe in crisi dall'antenna che si vuole realizzare, con preoccupazioni legate anche alla salute dei detenuti».
Senza considerare il fatto che in quella zona sta per aprire il nuovo asilo nido. «Per circa otto ore al giorno ci saranno bambini dai tre ai cinque anni oltre ai loro insegnanti», rimarca il consigliere. Costa chiede dunque al sindaco Diego Ferrara di «chiarire se sono arrivate richieste di installazione di antenne per la telefonia mobile in zona Levante. Qualora ci fosse una richiesta di installazione, chiedo di sapere se gli uffici hanno interpellato la società che collabora con il Comune (Polab), e l'Arta», vale a dire l’Agenzia regionale di tutela ambientale. (a.i.)
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