Anticipi di cassa per 2 milioni La giunta pensa ai correttivi

24 Giugno 2018

ATESSA. La Corte dei conti ha aperto un “controllo collaborativo”, cioè un’istruttoria, sul Comune di Atessa per vedere quali sono le misure con le quali l’amministrazione comunale adotterà per...

ATESSA. La Corte dei conti ha aperto un “controllo collaborativo”, cioè un’istruttoria, sul Comune di Atessa per vedere quali sono le misure con le quali l’amministrazione comunale adotterà per rientrare dai 2.400.000 euro di anticipi di cassa lasciati dalla precedente giunta. Le misure saranno quindi portate, per l’approvazione, in consiglio comunale. Così, la sezione regionale di controllo della Corte dei conti scrive lo scorso 13 aprile: «Il ripetuto ricorso agli anticipi induce a dubitare che la perdurante sofferenza di liquidità derivi da un mero disallineamento temporale fra incassi e pagamenti. Costituisce, invece, un sintomo di latenti e reiterati squilibri nella gestione di competenza tra le risorse in entrata, che l’ente può effettivamente realizzare, e le spese che si è impegnato a sostenere. È necessario che l’amministrazione adotti misure preventive, idonee a ridurre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria entro i limiti dettati dai principi di sana gestione finanziaria».
Per questi anticipi di cassa eredità della giunta di Nicola Cicchitti (quinquennio 2013-giugno 2017), la nuova amministrazione deve pagare 160mila euro di interessi alle banche. Interessante sarà conoscere quali saranno le manovre correttive che la giunta del sindaco Giulio Borrelli presenterà al consiglio comunale. L’ipotesi estrema è che, se le misure proposte di rientro non dovessero essere applicate o non siano ritenute soddisfacenti dalla Corte dei conti, è pensabile che al Comune arrivino funzionari del ministero che potrebbero disporre una verifica, cioè un’indagine contabile. Ma, questa, è l’ipotesi estrema. Negli anni passati la Corte dei conti si è interessata all’uso degli anticipi di cassa attuati ad Atessa ma lo faceva con “comunicazioni” e “rilievi”, in una forma, cioè meno “invasiva” rispetto a questa volta che ha aperto una vera e propria istruttoria.
«A giugno di quest’anno», afferma in una nota il gruppo di maggioranza di Uniti per Atessa, «abbiamo ridotto di cinque volte l’anticipo di cassa (che entro certi limiti è un operazione fisiologica, ndc) portandolo a 500mila euro. Oggi stiamo cercando di amministrare facendoci carico anche dell’eredità del passato e la richiesta di misure correttive, da parte della Corte dei conti, tendono a legarci le mani».
Matteo Del Nobile
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