Antimafia: «’Ndrangheta a San Salvo»

23 Agosto 2017

La relazione della Dia al Parlamento conferma la presenza di cosche nel Vastese: «I Ferrazzo attivi con i clan siciliani»

VASTO . Il Vastese è una tessera importante del mosaico espansionistico della ’ndrangheta. A ribadire ciò che la magistratura locale ha più volte sottolineato e contrastato con importanti operazioni è la Dia (Direzione investigativa antimafia) in una relazione al Parlamento relativa al secondo semestre 2016. L’Antimafia ribadisce che la ’ndrangheta ha già cercato di mettere radici a San Salvo e ricorda l’inchiesta “Isola felice”, condotta dai carabinieri con l’esecuzione di 25 misure cautelari, 4 nel Vastese, e 149 indagati in sei regioni. «Quell’operazione», dichiara la Dia, «ha fatto piena luce sull’operatività del gruppo Ferrazzo di Mesoraca (Crotone) in Abruzzo e in Molise. Il capo ’ndrina», si legge ancora nella relazione, «non solo aveva scelto di stabilire ufficialmente la propria residenza a San Giacomo degli Schiavoni (Campobasso), ma si era di fatto reso promotore di una associazione criminale composta sia da calabresi che da siciliani che operava tra San Salvo, Campomarino e Termoli». Nel corso dell’indagine sono state documentate le cerimonie di affiliazione che prevedevano giuramenti su santini e altre immagini sacre, insieme ad altri rituali. Dalla relazione della Dia emerge anche un altro particolare: l’ascesa del clan Ferrazzo in Abruzzo e Molise. Un’ascesa che, secondo gli investigatori, sarebbe stata favorita dalla cattura del clan campano Cozzolino, precedentemente egemone nello stesso territorio e fortemente ridimensionato a seguito dell’operazione Adriatico. Il rapporto consegnato al Parlamento smentisce quanti continuano a negare che il Vastese ha bisogno di maggiore protezione. Il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca esprime il proprio sconcerto. «La relazione della Dia sulla presenza di esponenti della criminalità organizzata nel territorio mi preoccupa e mi lascia sconcertata», afferma, «è la dimostrazione che la mia richiesta di maggiore presenza di forze dell’ordine e di maggiore attività di intelligence con una tenenza dei carabinieri avevano i suoi fondamenti, anche perché più volte sollecitate dai cittadini e recepita dall’amministrazione comunale. San Salvo è collocata in una zona di confine e necessita dell’attività continua e regolare dello Stato che si dimostra anche con più carabinieri, più polizia, più guardia di finanza sulle strade e tra la gente per il controllo del territorio. San Salvo è una città solida dal punto di vista economico», rimarca la Magnacca, «ed è per questo più appetibile rispetto ad altre località».
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