Antonio, blitz della Scientifica nel cimitero

Il camposanto aperto tardi al pubblico ieri mattina: forse prelevate altre tracce biologiche dalla salma sepolta mercoledì
MONTEODORISIO. Ripartono dal cadavere di Antonio Lizzi le indagini sull’omicidio del pensionato di 69 anni ucciso una settimana fa nella sua casa di contrada Marracola, alle porte del paese. Ieri mattina gli investigatori hanno raggiunto il cimitero ed eseguito perizie all’interno. Forse nella tomba. L’apertura del camposanto è stata ritardata di qualche ora. Particolare che non è sfuggito ai cittadini, soprattutto ai più anziani. Cosa sia accaduto all’interno dell'area cimiteriale nessuno lo sa.
In paese le ipotesi sono tante. C’è chi azzarda anche la riesumazione della salma di Lizzi. Ma, forse più semplicemente, si è trattato del prelievo di tracce biologiche e, grazie alle nuove tecnologie, sarà possibile con indagini incrociate del Dna, risalire all’assassino. Di sicuro i carabinieri della scientifica ritengono che sul cadavere di Lizzi possano esserci importanti indizi utili alle indagini. Su quel corpo massacrato l’assassino potrebbe aver lasciato la sua traccia. Le ferite e i traumi potrebbero essere compatibili con qualche oggetto trovato nella casa della vittima.
Una cosa è certa: i carabinieri continuano a seguire la pista locale. Le verifiche vengono fatte a 360 gradi ma in un raggio d’azione molto ristretto. La vita di Antonio Lizzi viene passata al microscopio. Le sue ultime giornate e quello che ha fatto venerdì 2 febbraio in particolare, prima di trovare l’assassino a casa sua, sono passaggi annotati minuziosamente e con grande attenzione. Antonio Lizzi non aspettava il suo assassino e probabilmente non voleva parlare con lui. Per questo quando lo ha visto è sceso dal Fiat Fiorino e lo ha raggiunto a piedi. È nata una discussione. Forse non è stata la prima discussione con quella persona. Qualcuno che si è infuriato al punto da perdere la testa e colpire selvaggiamente Antonio fino a ucciderlo. Poi il tentativo di simulare la rapina legando la vittima con il nastro adesivo.
Ma che cosa poteva volere da Antonio l’omicida? Se è escluso il motivo economico quale altra ragione può avere spinto il rivale a compiere il delitto? Domande senza risposte. Le indagini vengono fatte nel massimo riserbo. Il silenzio degli inquirenti è giustificato dalla delicatezza della vicenda che ha sconvolto l’intero paese. Le strade sono vuote e i cittadini, di solito loquaci e allegri, tacciono. Oggi per Monteodorisio avrebbe dovuto essere un giorno di festa e allegria. I ragazzi dell’Azione cattolica erano pronti a sfilare con i carri di carnevale. La kermesse è stata annullata per rispetto alla famiglia Lizzi. Un gesto apprezzato dal parroco, don Nicola Antonini, che ha esortato ancora i giovani a pregare affinché Dio illumini la mente degli investigatori.
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